Roma: buco sulle rotaie, stazione Termini pericolosa

ROMA – Una relazione riservata della Direzione Generale per le investigazioni ferroviarie con destinatario la Rete ferroviaria italiana spa sarebbe stata inviata all’indomani dello scontro tra due treni Frecciarossa lo scorso 26 aprile nella stazione Termini della capitale italiana. In essa, si legge, tra le altre cose: «La stazione Termini e i suoi passeggeri sono in pericolo».

Quella sera, infatti, un treno proveniente da Milano deragliò perché lungo il binario 4, quello che stava percorrendo, era presente un buco di un centimetro e mezzo. A causa di ciò, i primi quattro vagoni del convoglio in arrivo finirono fuori dai binari, mentre i restanti si accasciarono su un altro treno Frecciarossa proveniente da Napoli e in arrivo a Termini. Tre passeggeri rimasero feriti e sette dipendenti delle Ferrovie dello Stato furono portati in ospedale.

Di lì in poi, subito furono aperte inchieste sia da un punto di vista interno (per verificare eventuali responsabilità del personale sull’accaduto) sia in termini di ricorso alla magistratura per disastro colposo. Le indagini, poi, portarono a rispettivi sopralluoghi, interrogatori ed ispezioni. Quindi, si è arrivati, in ultimo, alle conclusioni racchiuse nell’allarmante resoconto fornito dalla suddetta relazione.

«Presenza di usura diffusa, con presenza di scheggiature ossidate, fessurazione delle parti mobili e fisse di molti scambi, assenza di bullonatura, assenza dei previsti serraggi tra rotaia e traversa». Si tratta solo di alcune delle anomalie riscontrate e riportate dagli ispettori incaricati sullo scalo capitolino in seguito all’incidente. Dunque, è stato immediato l’ordine da parte della Direzione generale per le investigazioni ferroviarie riguardo l’urgenza di approfondite verifiche dell’intero sistema di manutenzione della stazione Termini affinché non si ripetano accadimenti analoghi.

Occorrerà, dunque, ripristinare urgentemente le condizioni di sicurezza del piazzale, in modo da evitare altri spiacevoli inconvenienti dalle capacità potenzialmente maggiori. Desta preoccupazione, infatti, l’idea che lo scalo con maggior affluenza di tutto il centro Italia possa essere soggetto a pericoli di notevole entità.

«Irregolarità geometriche» sono diffuse su diversi tracciati dell’area di scalo della stazione capitolina, progettati utilizzando scambi di vecchia generazione per essere percorsi da altri treni. Colpa, questa, di una probabile mancanza di adeguata manutenzione riscontrabile, secondo quanto denunciato da una lettera allegata al documento dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie, in una politica aziendale degli esodi e delle esternalizzazioni dei servizi di manutenzione che ha causato la netta diminuzione del personale da circa 220.000 unità degli anni ’90 alle circa 100.000 riscontrate nel 2003.

(Foto: roma.blogosfere.it / roma.repubblica.it)

Stefano Gallone

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