Roma, appalti truccati e corruzione all’Anas

L'arresto dell' ex sottosegretario Luigi Meduri (Ansa.it)

L’arresto dell’ ex sottosegretario Luigi Meduri (Ansa.it)

Roma -  La capitale non riesce proprio a trovare pace. Simbolo o forse capro espiatorio di un’Italia profondamente attaccata dal cancro della corruzione, Roma anche stamani è al centro delle cronache per uno scandalo tangenti che coinvolge l’Anas, gestore pubblico di strade e ancora poche autostrade. Solo poche ore fa, gli uomini della guarda di finanza hanno eseguito una serie di ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip del tribunale di Roma nei confronti di dirigenti e funzionari dell’Anas.

DIECI ARRESTI, DI CUI UNO ECCELLENTE - Una decina di persone sono state messe agli arresti, tra questi Luigi Meduri, politico di vecchia guardia, sottosegretario al ministero delle Infrastrutture ai tempi del governo Prodi con Antonio di Pietro ministro, dal 2006 al 2008. Meduri oggi in forza al PD ed ex presidente della Regione Calabria, sembra aver contribuito a truccare diversi appalti. Non dimentichiamo però gli altri 9 arrestati: tra questi, 5 sono dirigenti e funzionari Anas della Direzione Generale di Roma, un avvocato e 3 imprenditori titolari di aziende appaltatrici importanti.

SI SFILANO TUTTI DA “DAMA NERA” - L’operazione dei finanzieri è stata soprannominata Dama Nera, nome che viene dalla principale indagata, una funzionaria dai modi abbastanza rudi e abile nel gestire il sistema corruttivo. In realtà, non è ancora finita. Quasi un centinaio di perquisizioni sono in corso in 11 regioni italiane. Sono già partite le prese di distanza, prima fra tutte quella dell’Anas che si mostra parte offesa e dichiara la piena collaborazione; per bocca del suo neo-presidente Gianni Vittorio Armani viene ostentata «piena fiducia nel lavoro della Procura di Roma».

APPALTI TRUCCATI - Si parla di 310 uomini impegnati in una grande operazione che ha smascherato appalti truccati in cambio di tangenti ma anche di voti. Il procuratore di Roma Giuseppe Pignatone ed il comandante provinciale della Gdf Giuseppe Magliocco hanno fornito gli ultimi dati nel corso della conferenza stampa delle 10:30. Il procuratore parla di «quotidianità della corruzione» ma anche assenza di responsabilità per l’attuale presidente Anas. Si parla anche di uso di “pizzini” per comunicare le notizie più importanti. Un anno di indagini realizzate grazie ad intercettazioni, appostamenti e controlli bancari che hanno portato a scovare reati di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e al voto di scambio. I reati secondo la Gdf sono molto recenti, essendo stati perpetuati fino a settembre 2015. Un’altra pagina negativa per un’impresa pubblica e per una classe dirigente italiana che non riesce più a ricordare dove ha lasciato l’etica.

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