Roma 2020. La capitale in corsa per l’Olimpiade

Bonifica del Tevere, potenziamento stradale e “rivalutazione dell’esistente” nel progetto ideato per ospitare la rassegna sportiva intercontinentale più importante di sempre

di Adriano Ferrarato

Il logo ufficiale della candidatura di Roma 2020

Una città che ospita i giochi olimpici rimane una città olimpica per sempre”. Con queste parole fuori campo si è aperta l’importante conferenza che lo scorso venerdì 5 marzo ha ufficializzato di fatto la candidatura di Roma ad ospitare le trentaduesime Olimpiadi del 2020, dopo la triste bocciatura del 2004 che aveva visto prevalere, proprio nei confronti della Capitale, la metropoli greca di Atene.

La cerimonia, che ha avuto inizio con un suggestivo video rievocativo di quanto era accaduto nel lontano 1960 (quando il territorio romano aveva ospitato le gare della diciassettesima edizione della più grande manifestazione sportiva intercontinentale) ha portato così a conoscenza dei numerosi spettatori della sala dell’Auditorium Parco della Musica ciò che è stato progettato nel caso in cui la città fosse effettivamente scelta.

L’iter di assegnazione prevede infatti due importanti passaggi: il primo è previsto per il prossimo mese di aprile e sancirà la sede italiana che potrà essere inserita a concorrere insieme alle aspiranti ufficiali di tutto il mondo per organizzare e ospitare le numerose gare sportive. I “sette colli” infatti non sono i soli ad avere enorme interesse alla manifestazione, trovandosi di fronte un valido avversario come Venezia. Ma la decisione più significativa sarà quella che verrà presa nel 2013, quando il CIO (Comitato Olimpico Internazionale) stabilirà definitivamente la località dell’ olimpiade.

Sarà a quel punto che resteranno sette anni di tempo per eseguire i lavori di preparazione strutturale e turistica. Il progetto illustrato sembra proprio pronto per l’occasione: ampliamento della rete stradale cittadina e potenziamento (con nuove fermate della metropolitana) dei mezzi di trasporto pubblico. Corsie preferenziali e riadattamento di numerosi impianti sportivi già esistenti sul territorio e perfettamente funzionanti. Lo scopo infatti è quello, secondo quanto affermato dallo staff addetto alle opere, di “utilizzare l’esistente” attraverso un’idea “finanziabile, fattibile e credibile”, nel totale rispetto della metropoli e dei romani, che negli anni di attesa potrebbero avere forti disagi a causa dei numerosi cantieri che si metterebbero in moto.

Oltre gli impianti già esistenti, verrebbe inoltre edificato un nuovo “Parco Olimpico” nei dintorni di Saxa Rubra, zona finora assai trascurata ma importante crocevia per il traffico urbano, trovandosi a ridosso della Via Flaminia: verrebbe infatti innalzata una immensa struttura abitativa comprensiva di palestre, mezzi pubblici, percorsi pedonali e anche alcuni edifici per gli allenamenti di alcune discipline in seno alla competizione. Ai lavori inoltre si aggiungerebbe, nella zona universitaria di Tor Vergata, un nuovo complesso sportivo diviso in due settori: uno per gli sport di squadra come il basket e la pallavolo, l’altro interamente dedicato al mondo delle piscine. Più un’area limitrofa adibita al baseball e al softball. Il litorale di Ostia, in aggiunta a tutto questo, andrebbe invece ad ospitare le competizioni relative alla vela e al nuoto su distanze lunghe.

Tevere

Ma in particolare, ciò che ha colpito di più i partecipanti alla solenne cerimonia (tra cui il giornalista e presentatore sportivo Massimo del Luca, Nino Benvenuti, esponenti del mondo politico come Paolo Barelli, Nicola Zingaretti, Maurizio Gasparri e Walter Veltroni) è stata la proposta di realizzazione di un “Parco Fluviale” pubblico situato nei pressi del Tevere, su un area comprendente ben 40 ettari di terreno. L’intero territorio in questione e le acque sarebbero totalmente bonificate (con depuratori potentissimi nel perimetro di Grottarossa e con il massimo rispetto dell’ambiente) e ciò contribuirebbe a creare percorsi pedonali e ciclabili, se non addirittura cavalcabili. E non solo: l’affermazione di Roma come capitale delle olimpiadi tra dieci anni porterebbe anche un forte aiuto a L’Aquila, colpita lo scorso anno dal terribile terremoto. Il capoluogo abruzzese infatti ospiterebbe la fase a gironi di alcune partite del torneo maschile di calcio, con fondamentali introiti per la ricostruzione della città devastata dal sisma. Proprio su questo punto si è espresso il grande entusiasmo del sindaco aquilano Massimo Cialente, presente al grande appuntamento.

Grande è stata anche la soddisfazione del primo cittadino romano Gianni Alemanno, che ha parlato di Roma 2020 come una «grande sfida alla globalizzazione, che finora ha fatto più bene che male» e che potrebbe significare il rilancio dell’Italia come paese guida nella lotta alla crisi economica. E in effetti è quello che alla fine si augurano tutti. Un’olimpiade rende certamente una città immortale, ma se mal gestita potrebbe portare a sgradevoli inconvenienti, prontamente scongiurati dal sindaco: «Non si costruiranno cattedrali nel deserto. Anzi, dall’esistente creeremo qualcosa di nuovo e ancora più grande» e soprattutto duraturo. La sfida per il 2020 è cominciata.

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