RNDM: il nuovo progetto di Jeff Ament dei Pearl Jam

RNDMSi intitola Acts, ed è la prima prova discografica dei RNDM (abbreviazione di Random), un nuovo progetto musicale di rock alternativo capitanato da Jeff Ament, bassista e compositore dei Pearl Jam. Assieme a lui in questo nuovo progetto ci sono il cantante e chitarrista Joseph Arthur e il batterista Richard Stuverud. Quest’ultimo è un musicista da lungo tempo militante nella scena musicale di Seattle, mentre Arthur è un cantautore – di fama ormai consolidata da una decina di album all’attivo – scoperto da Peter Gabriel a metà degli anni ’90.

Un progetto musicale interessante e degno dell’attenzione degli operatori del settore, se non altro per il calibro dei nomi che lo compongono. Acts è stato registrato in soli quattro giorni lo scorso aprile presso gli studi privati di Ament, nel Montana. Dodici tracce immediate, senza troppi fronzoli e registrate in poco tempo, con il proposito, forse, di incidere una musica che sia studiata ma immediata al tempo stesso, aiutati nel risultato grazie anche alla sapiente regia di Brett Eliason, già sound engineer con i Pearl Jam.

Acts è senza dubbio un buon disco: 45 minuti di musica scritta con coscienza e cervello ma che non sempre riesce a centrare il bersaglio. Episodi indubbiamente ben riusciti si alternano a brani sicuramente trascurabili, che lasciano un sentore di incompiutezza.

RNDM

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Tra i gli episodi più felici del debutto dei RNDM sicuramente ci sono What You Can’t Control, un rock delicato e profondo, che ricorda i primi U2 o i migliori Coldplay, lasciando da parte però la lagnosità di questi ultimi per lasciare spazio ad un piacevole gusto di ballata stile Pearl Jam anni ’90. Stesso discorso vale per Cherries in the Snow, caldo e delicato brano conclusivo che spazia dal folk al classic rock. Per quanto riguarda i brani più veloci, Look Out! e Hollow Girl sono due canzoni di sapiente composizione e di chiara efficacia.

Non tutto il disco si snoda però sullo stesso livello, risultando a tratti stancante. I Pearl Jam aleggiano su alcune composizioni, anche se la mancanza della calda voce di Eddie Vedder allontana di non poco il risultato finale di questo disco da qualsiasi produzione della band di Seattle.

Acts rappresenta comunque una buona prova discografica, senza dubbio sopra la media di molte delle produzioni rock pop degli ultimi tempi. Come già scritto, brani di valore si alternano ad alcuni carini ma nulla più, lasciando come risultato finale un disco sufficiente ma non eccellente. Sia ben chiaro: i Pearl Jam sono un’altra cosa e i fan più oltranzisti della band di Seattle devono accostarsi al progetto RNDM con la curiosità di voler sentire da Jeff Ament qualcosa di differente dal solito, altrimenti incapperanno in una grande delusione.

Alberto Staiz

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