Ritrovato un passaggio per l’altro mondo nella terra dei faraoni

L’interessante reperto apparteneva ad User, un importante funzionario della sovrana storicamente più famosa e influente nella storia egiziana: la regina grande sposa reale Hatshepsut

di Adriano Ferrarato

La falsa porta di Luxor

La falsa porta di Luxor

Avevano impiegato molti anni, lavorando di notte nella villa dell’oasi dopo aver terminato il normale orario al museo del Cairo; alcuni dei simboli utilizzati non comparivano in nessuno delle migliaia di testi che i due avevano studiato nel corso della loro attività. Per entrambi era evidente che Taita voleva che i rotoli non venissero letti e compresi da occhi diversi da quelli della regina amatissima. Era l’ultimo dono che le aveva fatto perché lo portasse con sé nell’Oltretomba. C’era stato bisogno di tutta l’abilità, l’immaginazione e l’ingegnosità di cui disponevano: ma finalmente il traguardo sembrava prossimo”.

Nell’avvincente best seller di Wilbur Smith, “Il settimo papiro”, l’inglese spregiudicato Nicholas Quenton Harper e l’affascinante archeologa egiziana Royan Al Simma sono alle prese con un importante rotolo sul quale sarebbero nascoste delle fondamentali indicazioni per raggiungere la leggendaria tomba del faraone Mamose, da sempre ritenuta introvabile quanto inviolabile.

Le magiche terre del Nilo hanno sempre esercitato un notevole fascino sugli scrittori e sui ricercatori e molti scavi hanno portato alla luce segreti ormai dati dispersi per millenni. E che molto rendono l’idea della concezione religiosa che l’antico popolo egiziano aveva della religione e della preservazione dell’anima del defunto (il “Ka”, la forza vitale), nell’aldilà. Gli egizi non consideravano infatti la morte come una completa estinzione dell’uomo ma una sorta di passaggio ad una seconda vita, quella dell’oltretomba, dove si era immortali. Per questo i complessi funerari erano concepiti in modo da poter contenere al loro interno, oltre alla mummia perfettamente conservata del defunto, testi sacri, sudari e cibo affinché il morto potesse nutrirsi una volta giunto nella sua nuova esistenza.

In particolare, all’interno dei loculi era sovente dipinta, e poi in un successivo periodo storico addirittura installata, una robusta “falsa porta”, una realizzazione propriamente simbolica la cui unica funzione religiosa era quella di consentire allo spirito del deceduto di transitare dal regno dei morti a quello dei vivi e viceversa. Su di essa vi erano geroglifici, biografie del defunto, testi sacri, riti e preghiere, immagini familiari e ricche decorazioni.

Il tempio di Karnak a Luxor

Il tempio di Karnak a Luxor

Di notevole interesse archeologico, questi passaggi per l’altro mondo hanno consentito a molti studiosi di ricostruire fatti e contesti storici che hanno dato maggior chiarezza e risalto ad importanti eventi della potente civiltà sul Nilo. Sono note in tutto il mondo la falsa porta di Mehu, un visir dell’antico regno di Teti e quella contenuta nella mastaba di Heyra: capolavori artistici e di ingegneria senza precedenti, che da pochi giorni posso vantare una nuovo elemento: proprio a Luxor, nel tempio di Karnak (una zona dove venivano ricavate le pietre per i blocchi della costruzione delle piramidi), un equipe di ricerca diretta da Manosur Boraik ha rinvenuto un massiccio portale funebre di granito rosso risalente a circa 3500 anni fa e appartenente ad un importante alto funzionario dell’epoca dei faraoni, User.

L’importante scoperta era stata rimossa dal loculo originale durante il periodo romano e rimpiegata successivamente come parte di un muro in una nuova struttura. Un ritrovamento rilevante che, esattamente come il settimo papiro, porta alla memoria l’antica storia di una donna che sfidò il potere tradizionale maschile dei faraoni per governare l’Egitto: User infatti prese servizio nel corso della sua vita agli ordini della regina grande sposa reale Hatshepsut, figlia di Thutmose I, la cui memoria venne infangata e cancellata dal figliastro Thutmose III, deciso a rinsaldare la superiorità e il potere maschile sul trono. La regina-faraone fu in assoluto il monarca di gentil sesso più potente e influente, in grado di lottare contro il feroce popolo degli Ittiti e ristabilire la supremazia dei mercati egiziani nelle terre straniere.

In una grande iscrizione rinvenuta nel suo tempio funebre è infatti leggibile: “Lei potrà dirigere il popolo in ogni aspetto del lavoro di palazzo; essa infatti potrà condurvi. Ubbidite alle sue parole, unitevi tutti sotto il suo comando. I nobili di sangue reale, i dignitari e i capi del popolo ascoltarono questro proclama in favore di sua figlia. La regina dell’Alto e Basso Egitto, possa essa vivere in eterno”. Ed è bello immaginare che il ritrovamento di Luxor sia stato una furba ed intelligente idea del fidato amministratore User per far tornare nuovamente la sua sovrana alla memoria nel mondo dei vivi.

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