Ritorno a scuola…la MammAvventura inizia all’asilo nido

asilo nido 1 (worky.biz)Il 15 settembre ha segnato il ritorno a scuola per molti studenti e per i genitori l’inizio di 9 mesi di piccole e grandi preoccupazioni inerenti il rendimento scolastico dei figli e tutto ciò che riguarda la loro vita tra le mura della classe: rapporto con i compagni e gli episodi di bullismo, simpatie o idiosincrasie con i professori, assemblee d’istituto e occupazioni, attività extra scolastiche, gite d’istruzione, etc. Non sono certamente state meno stressanti tutte le operazioni di preparazione al rientro sui banchi, dalla scelta del corredo zaino-diario-astuccio – sempre segnata da inevitabili mode – al consueto caro libri, un ever green ancora non spazzato via dall’entrata in campo degli e-book anche come libri di testo.

Quante mammAvventure quindi dentro il nostro sistema scolastico, ma sarebbe un errore credere che queste inizino solo con l’inizio delle elementari, anzi, fin dal terzo mese del pupo è probabile che i neogenitori si trovino a dover fare i conti con una sfida non indifferente, soprattutto quando non possono contare sull’intervento dei nonni o – per vari motivi economici e non – scelgono di non rivolgersi ad una baby sitter full-time: l’asilo nido.

LOTTA PER L’ASILO NIDO – Le neomamme lavoratrici sanno bene che, salvo eccezioni e casi particolari, l’astensione dal lavoro viene retribuita per intero fino ai tre mesi (compiuti) del piccolo dopodiché tocca decidere a chi affidare il fagottino mentre si è in ufficio. Molti sono quelli che si rivolgono agli asili nido, strutture ambite al punto da trasformare la richiesta di un posto (comunale) in una mammAvventura degna di questo nome. Si parte dalla domanda, i cui termini di presentazione già creano qualche difficoltà e – almeno a Roma – suonano un po’ discriminatori: il bando esce una volta l’anno, di norma in primavera, ed è accessibile ai già nati e a quelli che vedranno la luce entro il mese (o forse due…) successivo alla scadenza del bando stesso. Tradotto: se il termine ultimo è 30 aprile, un bambino nato il 1 giugno non potrà usufruirne, ma dovrà attendere la primavera successiva per inoltrare la richiesta e, avendone i requisiti, andare al nido ad un anno compiuto.

In quel lasso di tempo, cari mamme e papà, sono c…i vostri, quindi non vi resta che calcolare bene la data di concepimento e votarvi alla Madonna affinché vostro figlio nasca entro i termini previsti dalle istituzioni: chi scrive fa parte di quella categoria di mamma poco lungimiranti che per puro divertimento autolesionista scodellano l’erede a ridosso di Ferragosto.

QUANDO HO SCOPERTO LA SCADENZA DEL BANDO PER L’ASILO NIDO

ISEE…CHI ERA COSTUI? - Come ormai avviene per molta modulistica della pubblica amministrazione, anche quella che afferisce agli asili comunali – sempre nel caso della Capitale – viene trattata esclusivamente attraverso procedure on-line, quindi è necessario – come primo passo – registrarsi al sito del Comune, prassi non facile nè immediata: non basta infatti un Id utente e una password come per i social network o la posta elettronica, ma è necessario il riconoscimento attraverso il documento d’identità e i tempi per l’attivazione del “profilo” sono stimati in almeno due settimane lavorative. Armati di pazienza, imprecando contro la tecnologia, i neogenitori affrontano anche questo ostacolo e quando finalmente tutto sembra a portata di mano ecco comparire l’Isee. Trattasi di Indicatore della situazione economica complessiva del nucleo famigliare, cioè un parametro che tenendo conto di vari elementi (buste paga, estratti conto bancari, rendite catastali di eventuali case di proprietà, etc) valuta quanto la famiglia è ricca (o povera): più basso è l’Isee, più punti avrà il pargolo per far valere il suo diritto ad un posto al nido pubblico, e sulla base di questo indicatore sarà anche definita la fascia della retta mensile da corrispondere.

Calcolare da soli il proprio Isee famigliare non è impossibile, ma si tratta di una di quelle operazioni da “commercialista amatoriale” che rischiano di scoraggiare la maggior parte delle persone, figuriamoci una neomamma e un neopapà già alle prese con pappe e pannolini. Ecco quindi servita la soluzione: i patronati. In questi uffici multifunzionali– spesso collegati ai sindacati – è previsto un apposito servizio gratuito di assistenza alla compilazione della domanda per il nido…previo appuntamento, naturalmente! Insomma, chi ha tempo non aspetti tempo e si rimbocchi le maniche per non rischiare di arrivare quando ormai è troppo tardi.

diritto asilo nido (rifondazionenichelino.blogspot.com)

GRADUATORIE E LISTE D’ATTESA – Dopo circa un mese ecco le graduatorie provvisorie, che è possibile contestare con un ricorso qualora gli esclusi ritengano siano stati commessi errori nella valutazione della propria domanda. Per chi è riuscito già in questa fase a spuntare un posto nella struttura prescelta ecco il primo sospiro di sollievo e un anteprima del dolce sapore della vittoria che si potrà considerare definitivo solo dopo le valutazioni dei ricorsi di cui sopra e la pubblicazione delle graduatorie finali. Con l’elaborazione delle liste definitive per tutti quelli (la maggior parte) rimasti fuori si apre il limbo della lista d’attesa, variabile a seconda del nido indicato come preferenziale: è in questo arco di tempo che mamma e papà, con le forze rimaste, iniziano seriamente a valutare soluzioni alternative perché vedono l’opportunità di un accesso ai servizi comunali sempre più come un miraggio. La telefonata miracolosa che annuncia il liberarsi di un posto può arrivare quando meno ce lo si aspetta, anche dopo mesi, quando per una serie di strani casi qualcuno rinuncia al diritto tanto faticosamente conquistato: i motivi restano misteriosi, ma non è da escludere che qualche effetto possano avere le “macumbe” lanciate dalle famiglie in lista d’attesa!

IN ATTESA…

Come ogni procedura simile, anche quella legata alle valutazioni dei titoli di accesso ai nidi pubblici non è sempre lineare e i dubbi che esistano illecite corsie preferenziali e un sistema di raccomandazioni è quantomeno legittimo. A luglio, a Roma, si è trovato al centro di una polemica il presidente del II Municipio dopo la comparsa di manifesti anonimi che mettevano in discussione la trasparenza delle graduatorie proprio perché i suoi figli (guarda caso…) erano entrati al nido.

graduatorie asilo nido (romapost.it)

MALATTIA E VACANZE…E ORA DOVE LASCIO IL PUPO? - Attenzione però a gridare vittoria troppo presto, anche quando si ottenga l’accesso al nido comunale in prima istanza. L’asilo per i piccolissimi nasconde infatti alcune insidie tra cui la temutissima assenza per malattia. Una coppia di neogenitori non lo sentirà mai ripetere abbastanza: soprattutto durante il primo anno di frequenza, sono più i giorni in cui il pargolo sarà ammalato rispetto a quelli di effettiva frequenza. Ancora poco schermati da anticorpi contro il più semplice dei raffreddori, i bimbi si passano tra loro germi e batteri come ci si scambiano le figurine Panini e il girotondo è garantito: l’influenza parte da Pierino e vittima dopo vittima arriva a Carletto…che la riattaccherà a Pierino e si ricomincia!

Altro aspetto da valutare quello della chiusura delle strutture comunali, che seguono di norma quelle ministeriali delle scuole dell’obbligo (tranne in estate, quando alcune garantiscono il servizio fino alla fine di luglio): 15 giorni pieni sotto Natale, fino ad una settimana a Pasqua, ponti ogni volta che c’è la possibilità e circa un mese e mezzo dal 1° agosto a metà settembre. Coraggio cari mamme e papà, quella dell’asilo nido è solo la prima delle vostre fatiche genitoriali in chiave scolastica…calcolando anche gli anni universitari vi aspettano più di vent’anni di mirabolanti mammAvventure!

MammAvventura

foto: worky.biz; rifondazionenichelino.blogspot.com; romapost.it

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