Ritorno da incubo: se cambi operatore telefonico paghi una penale

Il ddl sulla Concorrenza approvato lo scorso venerdì prevede il ritorno di una penale se si cambia operatore telefonico prima della scadenza del contratto

(Fonte foto: www.ilradar.com)

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AGGIORNAMENTO: IL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO INTERVIENE CON UNA NOTA SULL’INTERPRETAZIONE A SUO AVVISO SBAGLIATA DI ALCUNI PUNTI SUL DDL CONCORRENZA. NELLA NOTA SI LEGGE CHE “LE PENALI NEL SETTORE TELEFONIA CI SARANNO SE SI RECEDE IN ANTICIPO DALLE PROMOZIONI, MA NON SONO PREVISTE PER CAMBIARE GESTORE”. INTERVENTO CHE PERO’ NON CONVINCE ALTROCONSUMO. 

Roma – Cambiare gestore telefonico potrebbe comportare il pagamento di una penale: è quanto emerge dalla lettura del disegno di legge sulla Concorrenza, approvato venerdì scorso dal Consiglio dei ministri. In pratica, chi volesse recedere dal contratto prima della scadenza, dovrà pagare una penale che potrebbe superare i cento euro. Penale che potranno applicare sia i gestori di telefonia fissa che mobile.

IL DDL SULLA CONCORRENZA – Nel 2007 la cosiddetta Legge Bersani aveva stabilito che «i contratti per adesione stipulati con operatori di telefonia e di reti televisive e di comunicazione elettronica, indipendentemente dalla tecnologia utilizzata, devono prevedere la facoltà del contraente di recedere dal contratto o di trasferire le utenze presso un altro operatore senza vincoli temporali o ritardi non giustificati e senza spese non giustificate da costi dell’operatore». Quindi, il consumatore aveva la possibilità di passare da un operatore telefonico all’altro a seconda delle offerte più convenienti senza dover pagare nessuna penale, secondo la tutela appunto della legge 40 del 2007.

(Fonte foto: www.optimaitalia.com)

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Ecco invece cosa si legge nel comma 3 dell’articolo 16 del nuovo disegno di legge sulla Concorrenza: «Nel caso di risoluzione anticipata […] l’eventuale penale deve essere equa e proporzionata al valore del contratto e alla durata residua della promozione offerta». L’ammontare di questa penale non è stato ancora diffuso ufficialmente, ma secondo quanto ci è dato sapere dalle prime indiscrezioni, potrebbe aggirarsi sul centinaio di euro e anche oltre.

Indiscrezioni che si possono leggere su un articolo del Corriere, i cui giornalisti hanno intervistato Marco Pierani, il responsabile per i rapporti istituzionali di AltroConsumo, il quale ha detto: «L’operatore può far pesare sulla fine anticipata del contratto, che non può essere superiore ai 24 mesi, l’investimento in marketing per promuovere l’offerta. Così si rischierà di andare oltre al centinaio di euro. Un doppio passo indietro considerando che aspettavamo addirittura un limite concreto all’entità dei costi di disattivazione». In pratica, ai consumatori potrebbe toccare di pagare, oltre alla penale in sé, anche il costo della differenza di eventuali terminali concessi in comodato d’uso o con la vendita a rate vincolata allo stesso contratto.

Mariangela Campo

@MariCampo81

 

 

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