Risonanza magnetica: importanti innovazioni biomediche

Un nuova tecnologia per la risonanza magnetica è stata presentata la settimana scorsa presso l’Università di Tel Aviv: sarà possibile ridurre il margine di errore ed incrementare la costanza nel monitoraggio del paziente

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La settimana scorsa, presso l’Università di Tel Aviv, si è tenuta un’importante conferenza sulla Radiologia Informatizzata dove è stata presentata una nuova tecnologia che potrebbe rivoluzionare la diagnosi della risonanza magnetica e lo stesso trattamento medico.

L’innovazione proposta dalla dottoressa Hayit Greenspan direttrice del Medical Image Processing Laboratory dell’Università di Tel Aviv in collaborazione con il professor Eli Konen, a capo del Dipartimento di Medical Imaging dello Sheba Hospital di Ramat Gan, si propone di decodificare la risonanza magnetica in maniera computerizzata e più veloce facilitando così gli specialisti. La ricerca nasce dalla necessità di interpretare un numero sempre più elevato di radiografie nel minor tempo possibile. Oltre a ciò vi è l’esigenza di accorciare le tempistiche inerenti ai tempi d’attesa, a volte particolarmente lunghi e che comportano un aggravamento dello stato fisico del paziente con conseguenze anche molto gravi.

La soluzione proposta proviene da uno studio capillare neuroscientifico abbinato all’ingegneria biomedica, che ha consentito lo sviluppo di algoritmi molto sofisticati in grado di effettuare una diagnosi in tempo reale, derivanti nello specifico dall’ “Apprendimento Profondo”, (una parte dell’intelligenza artificiale e big data).

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Sono stati prodotti dei dispositivi particolari, in grado di rilevare tramite risonanza magnetica o tac, lesioni cancerose nel cervello e nel fegato, in brevissimo tempo. I macchinari vengono già utilizzati nel laboratorio della professoressa Greenspan, sono già stati brevettati, riducono il margine di errore delle diagnosi e il divario professionale tra un radiologo inesperto e uno specialista, consentendo di mantenere un monitoraggio costante del paziente e dei pazienti con patologie simili.

È importante però, come sottolineano gli esperti, considerare che nonostante si tratti di attrezzature estremamente evolute, queste non potranno mai sostituire il ruolo e la professionalità di un radiologo. Quanto apportato dalla tecnologia rappresenterebbe dunque una grandissima evoluzione nel settore radiologico e soprattutto nell’esame di risonanza magnetica.

Redazione

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