Rischio chiusura per 400 scuole

scuole chiusura (liceograssi.it)

Scuole a rischio non riapertura per il prossimo anno scolastico (liceograssi.it)

Torino – L’allarme giunge dall’Unione provincie italiane, per voce del presidente Antonio Saitta, presidente della provincia di Torino: oltre 400 scuole rischiano di non riaprire il prossimo anno. Si tratta di istituti gestiti dalle provincie, che resterebbero vittime dei tagli: «molte provincie non sono in grado di fare opere di manutenzione che le procure ci sollecitano a fare entro l’estate», ha spiegato Saitta, aggiungendo che i presidenti delle provincie «non sono disposti a prendersi avvisi di garanzia – per non parlare dei presidi delle scuole e dei funzionari dei nostri enti che stanno ricevendo ammende amministrative – perché il governo non ci dà le risorse necessarie, soprattutto quando queste risorse sono in nostro possesso ma non possiamo utilizzarle per i vincoli del patto di stabilità». Il problema potrebbe riguardare il 7-8% delle scuole italiane.

La situazione si annuncia particolarmente intricata, soprattutto in un momento in cui i tagli, anche basilari, fioccano; e, come si dice già da anni, a farne le spese sono soprattutto gli enti pubblici.
L’appello delle provincie è rivolto direttamente al governo: «ci dica con chiarezza se questi lavori possono cominciare o no entro l’estate». Le provincie dovrebbero far fronte a un taglio di circa 1,2 miliardi di euro, almeno stando agli effetti previsti dalla Spending review, cifre che aggravano i già pesanti blocchi alla spesa imposti dal patto di stabilità e, ora dal nuovo testo costituzionale, che vincola al pareggio di bilancio. Secondo le stime delle provincie, ha spiegato sempre Saitta, con i nuovi tagli la spesa in edilizia scolastica per il 2013 calerebbe di oltre 400 milioni, da 727 milioni a 212 milioni.

Il tema della sicurezza è caro a molte scuole, già in passato al centro di incidenti anche gravi. Anche per questo le provincie sono agguerrite: «gireremo i solleciti di pagamento e le proteste dei genitori a tutti i ministri, a cominciare da quello dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza».
La polemica si estende all’intera politica dei governi che si sono di recente succeduti, almeno in materia scolastica: «il presidente del Consiglio rilancia l’utilità dello sport ma non fa nulla per evitare la chiusura di 1000 palestre, che nel frattempo hanno dovuto azzerare la propria attività per poter operare i risparmi necessari per evitare il taglio di risorse sulle spese degli istituti scolastici», ha denunciato Saitta, rincarando la dose.

Andrea Bosio
@AndreaNickBosio

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