Rischia di chiudere il Museo Storico della Liberazione di Roma

Museo Storico della Liberazione

Museo Storico della Liberazione

Roma – Nonostante ci si stia impegnando su ogni fronte per combattere la crisi economica, questa imperversa costantemente tra i diversi strati sociale, colpendo continuamente aziende e strutture costrette a chiudere per mancanza di riscontri economici.

MANCANZA DI FONDI - Questa triste sorte potrebbe toccare anche al Museo Storico della Liberazione di Roma, sorto sui luoghi adibiti a carceri tra il 1943 e il 1945, durante il periodo di occupazione nazista.
Nonostante un notevole incremento delle visite (quest’anno si segnalano circa 15mila visitatori), la struttura patisce una mancanza di aiuto economico da parte delle istituzioni pubbliche, in particolar modo dal Ministero dell’Istruzione.
Già nel mese di novembre, il Museo ha rischiato di non portare a chiusura il bilancio del 2013 e, in quell’occasione, sono intervenute la Regione Lazio ed il Comune di Roma con un finanziamento totale di circa 35mila euro ma, continuando a mancare cospicue risorse, il problema si è spostato sul bilancio dell’anno entrante.
Si conta una necessità di circa 40 mila euro, necessari per sopperire alle più strette esigenze, «Il personale è volontario ma non abbiamo le risorse per la spese di funzionamento come luce, condominio, pulizie, manutenzioni, riscaldamento» sostiene Antonio Parisella, presidente del Museo delle Resistenza. Il ministero dell’Istruzione, conscio della difficoltà dell’istituto, ha fatto sapere di voler stanziare i fondi necessari, ma si trova impossibilitato dalla discussa legge di Stabilità che non dà certezze su alcun tipo di finanziamento.

MOBILITAZIONE POPOLARE - In attesa di una lenta manovra da parte delle istituzioni è il popolo a muoversi per la salvaguardia della cultura, avendo presentato una campagna per la raccolta di fondi. La stessa è stata sponsorizzata dallo storico Alessandro Portelli con una lettera pubblicata da Il Manifesto, che così recita «In un’Italia che eleva coi soldi pubblici monumenti a Rodolfo Graziani, inetto massacratore fascista, l’emergenza di via Tasso dunque è una figura dell’emergenza generale. Aiutare questa straordinaria istituzione a superare anche questa emergenza, e magari cercare di metterla al sicuro da emergenze future, è compito imprescindibile di tutte le istituzioni, e richiamo immediato alla coscienza di tutti noi come cittadini». Ed è così che ieri notte è stata organizzata Libertango, una gara di tango della durata di 12 ore, che ha visto la partecipazione di Flavia Barca, dell’assessore alla Cultura di Roma.


Alessia Telesca

foto: repubblica.it

 

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