Rinviata l’udienza dei due marò italiani in India

Il tribunale di primo grado di Kollam, in India, ha rinviato l’udienza del 10 luglio nel processo ai due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, accusati della morte di due pescatori lo scorso febbraio. Il processo, iniziato il 2 giugno, è ancora nella fase preliminare. La prossima udienza è stata fissata per il 17 luglio per permettere la traduzione degli atti procedurali in inglese e in italiano.

Nella precedente udienza del 18 giugno, il team legale italiano aveva presentato una lista di quattro interpreti-traduttori, tra cui alcuni preti cattolici, che assisteranno i due marò durante il dibattimento.

Il sottosegretario agli Esteri, Staffan de Mistura, intervenendo sull’emittente Rai Radio 1, ha ribadito che i due fucilieri di Marina «vanno giudicati a casa nostra, dove hanno l’immunità di servizio. Giudicarli in India sarebbe un precedente deleterio anche per lo stesso paese asiatico che ha tantissimi militari nel mondo». Ha poi spiegato la strategia seguita finora: «All’inizio una de-drammatizzazione delle accuse che portavano a 43 anni di carcere» – per l’accusa di terrorismo, fatta cadere dall’Alta Corte del Kerala – quindi la fase attuale in cui «stiamo cercando di rendere la vita dei nostri due marò il meno sgradevole possibile». La fase successiva, nei piani della diplomazia italiana, sarà quella della depenalizzazione.

Per quanto riguarda le condizioni di permanenza in India, si può dire che i risultati siano stati raggiunti. Massimiliano Latorre e Salvatore Girone alloggiano all’Hotel Trident di Kochi, dove possono ricevere le visite di familiari e parenti. Sono in libertà vigilata su cauzione. Non possono allontanarsi di più di 10 kilometri dal comando di polizia della cittadina, dove devono recarsi quotidianamente per l’obbligo di firma. Comunque un salto di qualità rispetto alle precedenti sistemazioni. Prima il carcere di Trivandrum, poi la Borstal School, un ex riformatorio.

Ben diversa, e meno lineare, la situazione sotto il profilo giuridico. La Corte Suprema indiana sta esaminando la richiesta italiana di avere la giurisdizione del caso. Di riavere, in sostanza, i due imputati e poterli giudicare in Italia o, se si vuole interpretare le parole del sottosegretario de Mistura, evitare un processo in base all’immunità di servizio. La sentenza è attesa per il 26 luglio, ma i rinvii sono già stati molti.

I due marò sono accusati di aver ucciso due pescatori indiani nello scontro a fuoco tra il peschereccio Saint Antony e la petroliera Enrica Lexie, sui cui prestavano servizio in un’operazione antipirateria al largo delle coste del Kerala. I familiari delle vittime hanno accettato di ritirare tutti i procedimenti in cui compaiono come parte lesa in cambio di un indennizzo complessivo di circa 300 mila euro.

              Aurora D’Aprile

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