Riforma istruzione: foglia di fico per coprire il nulla del Governo?

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Nella prima puntata della popolare serie tv House of Cards la giornalista Zoe Barnes, a proposito dell’agenda legislativa, dice che l’immigrazione è un argomento troppo controverso, il tema fiscale è poco allettante mentre tutti aiuterebbero i bambini. Cioè, nessuno negherebbe il proprio sostegno a una riforma dell’istruzione. Lo stesso ragionamento fatto nel telefilm con protagonista Kevin Spacey si può tranquillamente fare anche nell’Italia di Matteo Renzi.

CHE FARE? - Qualche provvedimento importante deve arrivare, altrimenti la cosiddetta luna di miele fra l’ex sindaco di Firenze e gli italiani – e soprattutto la stampa che non fa altro che esaltarlo – finirà presto. La speranza di Renzi era che bastasse la riforma della costituzione e della legge elettorale. E se fosse stato il presidente del Consiglio in un altro momento storico avrebbe avuto ragione. Ma purtroppo per lui si è nel 2014, in piena crisi economica. Per essere ricordati come uno statista, quindi, si devono fare provvedimenti che cambino concretamente la vita degli italiani.

NESSUN ACCORDO - Detta così sembra facile, ma considerando la maggioranza con cui ha a che fare il segretario del Partito Democratico, la situazione diventa incredibilmente complicata. Intervenire sull’economia è difficilissimo. Una parte della maggioranza vorrebbe superare il totem del rapporto tra deficit pubblico e PIL non superiore al 3% («In Italia occorre superare il tabù del limite del 3%, sforare il tetto per due o tre anni, per dare vita a manovre espansive» Stefano Fassina), dall’altra il ministro Padoan non ne vuole sapere. Si potrebbero recuperare soldi dalle privatizzazioni delle società partecipate. Il centrodestra sarebbe d’accordo mentre alcuni nel Pd sono contrari (il già citato Fassina disse: «Il Pd è radicalmente contrario a ipotesi di privatizzazione delle società a partecipazione statale come Eni, Finmeccanica, Enel e tutte le altre principali partecipate»). E i soldi dalla corruzione e dall’evasione fiscale non si possono prendere sennò Berlusconi non vota più la riforma del Senato. E anche il consenso di Alfano non sarebbe scontato. E sulla giustizia la parola “depenalizzazione” che piace al centrosinistra non è stata mai neanche nominata altrimenti altri si arrabbiano. In compenso si parla delle intercettazioni perché stanno a cuore al centrodestra.

Sia chiaro, l’Italia avrebbe un estremo bisogno di una seria riforma dell’istruzione che introduce più competizione fra gli studenti. Ma se invece si parla della scuola solo perché non si può parlare d’altro e si vuole dimostrare che il Governo fa, allora sarebbe meglio lasciare perdere per non rischiare di fare altri danni.

Giacomo Cangi

@GiacomoCangi

foto: primopianomolise.it

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