Riforma Gelmini: i ricercatori non ci stanno

Dopo 18 giorni di stop, riprendono le lezioni delle facoltà scientifiche dell’Università degli Studi di Milano. Siamo stati nella Facoltà di Medicina Veterinaria a parlare con il preside,  la rappresentante dei ricercatori e gli studenti

di Sergio Demonte

MILANO – La Riforma Gelmini, contestata da più parti e arenatasi in sede politica il 13 ottobre, ha conosciuto nelle prime due settimane del mese la forte contestazione dei ricercatori. In particolare quelli appartenenti alle facoltà scientifiche, quali Fisica, Matematica e Medicina. Questo perché se è vero che dalla Riforma vengono colpiti i ricercatori tutti, è altrettanto vero che i ricercatori di queste facoltà assicurano circa il 30% del regolare svolgimento dell’attività didattica.

Come spiega il Preside di Medicina Veterinaria, Prof. Giorgio Poli, in una lettera agli studenti, l’attività didattica della Facoltà è stata finora mantenuta attiva grazie ai sacrifici compiuti dai Docenti che hanno reso possibile, oltre alle lezioni ex cathedra, le attività pratiche di laboratorio e tutte le altre attività seminariali. I Ricercatori Universitari, che rappresentano oggi circa il 40% del corpo docente, non sono tenuti per legge a svolgere attività di insegnamento; in realtà da anni hanno un ruolo fondamentale per sostenere, insieme ai professori, l’offerta didattica della Facoltà.

Mariastella Gelmini, ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca

Ciò che si è materializzato nei giorni scorsi con lo scontro Gelmini – Tremonti vede da una parte la volontà del Ministro dell’Istruzione, maturata in seguito alle precedenti contestazioni dei ricercatori, di inserire nel piano della Riforma la progressiva assunzione dei ricercatori stessi al fine di stabilizzarne lo status; dall’altra il Ministro del Tesoro che nega le risorse arenando di fatto la Riforma in un limbo di incertezze. Si parla di una spesa di 1,7 miliardi per i prossimi 6 anni, contro un fondo stanziato da Tremonti per ripristinare i tagli di non più di 800 milioni di euro.

Alla decisione di sospendere la didattica presso la Facoltà di Medicina Veterinaria si è giunti dopo una discussione e un voto in Consiglio di Facoltà che ha portato gli studenti a dividersi sull’opportunità o meno di un tale provvedimento. Da una parte gli studenti di Obiettivo Studenti, astenutisi, dall’altra il voto favorevole degli studenti di Veterinaria con – testa.

Ora le lezioni sono riprese in tutte le facoltà scientifiche di Milano aspettando gli sviluppi di questo scontro tra ministeri che sembra terrà banco per tutto l’autunno.

Foto: www.massimovalicchia.net; www.contropiano.org; www.cislunibo.files.wordpress.com

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