Riforma Fornero: la nuova disciplina dei contratti di apprendistato

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Dall’articolo 1 della stessa Riforma il contratto di apprendistato è definito come contratto a tempo indeterminato finalizzato all’occupazione dei giovani. Per essa  è stato varato il Testo Unico (T.U.) del contratto di apprendistato che resta a tutt’oggi il principale riferimento normativo per la sua disciplina. La formula, approvata dalla Conferenza stato-regioni e parti sociali, è una formula aperta per cui offrirà possibilità di confronto continui sulle linee più proficue da adottare. Le novità introdotte sono tutte raggruppate nei sette articoli del T.U.

Riforma – Si sono specificate alcune caratteristiche delle tipologie di apprendistato già previste prevedendo criteri che sono di seguito analizzati. Criterio 1:

- Apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, indirizzato ai giovani tra i quindici e i venticinque anni (limite quest’ultimo non previsto ante riforma) per favorirli nel completamento degli studi. La durata del contratto non può essere superiore a 3 anni o a 4 nel caso di diploma quadriennale regionale.

Apprendistato di alta formazione e ricerca: riservato specificamente ai giovani tra i diciotto e i ventinove anni per conseguire un diploma di istruzione secondaria superiore, un titolo universitario, un dottorato e compiere un periodo di praticantato.

-Apprendistato professionalizzante: indirizzato ai giovani tra i diciotto e i ventinove anni con scopo prevalentemente occupazionale. In merito a tale tipologia contrattuale è stabilito un limite di durata di massimo 3 anni o di 5, per figure professionali dell’artigianato individuate dalla contrattazione collettiva. Prima la durata massima era 6 anni. Si tratta di una formazione professionale che ha luogo sotto la responsabilità dell’azienda ma che necessita del concorso, dal punto di vista dei finanziamenti, delle Regioni. La finalità perseguita è l’acquisizione di competenze professionali e trasversali della durata di 40 ore di monte complessivo.

Criterio 2. Allarticolo 2 definisce alcune caratteristiche generali comuni a tutti i contratti di apprendistato, quali:

- la necessaria forma scritta del contratto e del piano formativo;

- la possibilità per i datori di lavoro di inquadrare i lavoratori assunti fino a due livelli inferiori rispetto alla categoria spettante;

- possibilità di ottenere finanziamenti dalle Regioni circa i percorsi formativi aziendali degli apprendisti;

- riconoscimento della qualifica professionale acquisita durante lo svolgimento del corso di formazione;

- divieto di recesso dal contratto per le parti senza la presenza di giusta causa o giustificato motivo e applicazione eventuale nel caso di recesso dell’articolo del codice civile che lo riguarda e sancisce la disciplina, ossia l’articolo 2118;

- la necessaria presenza di un tutore o formatore aziendale;

Criterio 3. Gli apprendisti devono essere assicurati contro le malattie, infortuni sul lavoro, malattie professionali,invalidità e vecchiaia nonché essere considerati soggetti alle norme sulla previdenza e assistenza sociale obbligatoria.

Criterio 4. Circa il numero complessivo di apprendisti che un datore può assumere direttamente o tramite le agenzie di somministrazione del lavoro si sono emanate disposizioni piuttosto complicate dal punto di vista economico. A partire dal 1°gennaio 2013 non si può superare il rapporto di 3 a 2 rispetto alle maestranze specializzate e qualificate e di 1 a 1 per i datori di lavoro che contano nell’impresa meno di dieci addetti. Non solo. Complicando ulteriormente il quadro, l’assunzione di nuovi apprendisti viene subordinata alla stabilizzazione nei 36 mesi precedenti la nuova assunzione per almeno il 50% degli

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Contratti di apprendistato

apprendisti dipendenti dallo stesso datore di lavoro. Le ardite ambizioni si placano solo sul finire della disciplina che sostiene che qualora la percentuale del 50% non sia rispettata allora è possibile assumere un solo apprendista.

Criterio 5. Stabilisce gravi sanzioni per i datori di lavoro che non rispetteranno le normative vigenti sui contratti di apprendistato i quali se violeranno le disposizioni formative saranno tenuti a versare la differenza tra la contribuzione del sotto inquadramento del contratto di apprendistato (2 livelli inferiori) e l’effettivo livello di inquadramento contrattuale che sarebbe stato raggiunto dal giovane al termine del periodo di apprendistato, maggiorata del 100%. Mentre nel caso di violazione dell disposizioni contrattuali collettive sono previste sanzioni amministrative che variano da 100 a 600 euro ed in caso di recidiva dai 300 ai 1500 euro.

In merito nonostante la riforma si sia prefissata buone finalità formative, quegli obblighi di stabilizzazione dei precedenti apprendisti, prefissando soglie anche piuttosto alte, renderà il quadro piuttosto complicato laddove il compito della legge sarebbe quello di semplificare e semmai agevolare. Semmai.

Alessandra Filice

Foto || lavoro.atuttonet.it;

                                                                                                                                 

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