Rifiuti, procedura infrazione Ue contro Italia: 102 discariche irregolari

Ben 14 regioni ospitano ancora discariche irregolari (eleonoraformisani.wordpress.com)

L’Unione Europea ha aperto una procedura di infrazione contro l’Italia, ravvisando che nel nostro Paese esistono attualmente almeno 102 discariche, di cui tre di rifiuti pericolosi, non conformi alla normativa Ue del 1999.

Le discariche in questione sono presenti in quasi tutta la Penisola: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Campania, Emilia Romagna, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Sardegna e Umbria.

La procedura di infrazione è un primo passo formale, che funge da richiamo all’Italia e non comporta tuttavia il pagamento di nessun corrispettivo. La tappa successiva in caso di inadempienze sarà il “parere motivato” e, se il Paese non si conformerà ancora, ci sarà il ricorso alla Corte di giustizia europea.

Il ministro dell’Ambiente Corrado Clini ha ricordato la situazione italiana ammonendo: «Ci sono troppe discariche in Italia, che non sono da anni identificate come una soluzione per la gestione dei rifiuti. L’infrazione è uno stimolo ad aumentare e rafforzare la raccolta differenziata e anche ad aumentare la quota di recupero energetico dai rifiuti. Bisogna lavorare in questa direzione».

Bruxelles ha chiesto informazioni all’Italia sulla gestione delle discariche sin dal 1999 (anno di stipula della normativa comune europea) e la risposta italiana ha dimostrato che le discariche esistenti non erano in linea con le disposizioni. Dall’entrata in vigore effettiva della normativa Ue (nel 2009) si è rivelato che in Italia erano presenti almeno 187 discariche che o non erano state chiuse, o non erano ancora conformi alla direttiva europea.

La situazione è stata chiarita definitivamente dall’Italia il 16 maggio 2011, quando è emerso che ancora in ben 14 regioni sono presenti le suddette 102 discariche non conformi alla direttiva Ue.

Francesco Guarino

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