Rifiuti Napoli: l’Europa striglia il nostro Paese e minaccia nuove sanzioni

Napoli - L’Europa torna a strigliare il nostro Paese per l’insostenibile situazione dei rifiuti a Napoli. Secondo quanto riporta Ansa la Commissione Europea ha pronto un avviso di messa in mora. L’avviso, a meno di ripensamenti dell’ultima ora, verrà pubblicato giovedì e si tratterebbe della seconda procedura di infrazione aperta contro l’Italia

Il documento giunge con strabiliante puntualità, visto che proprio in questi giorni il centro e le campagne di Napoli erano tornati a riempirsi di rifiuti e che solo nella scorsa notte i Vigili del Fuoco avevano dovuto estinguere ben 13 roghi in città.

Giovedì giungerà dunque questo documento e da quel momento l’Italia avrà due mesi di tempo per reagire. I passi successivi sono la Corte di giustizia e le sanzioni.
L’incubo dei provvedimenti dell’Unione Europea sull’emergenza rifiuti torna quindi a materializzarsi. Già in passato il commissario europeo all’ambiente Janez Potocnik, aveva tuonato: “L’ Italia in Europa è il Paese con il maggior numero di procedure di infrazione alle normative ambientali, ben 44, in tutti i segmenti della legislazione ambientale. L’emergenza rifiuti in Campania si può risolvere in primo luogo separando i rifiuti per consentirne il riciclo”.

Lo scorso 3 febbraio a Bruxelles il Parlamento Europeo aveva approvato una risoluzione attraverso la quale si ribadiva che i fondi Ue per la Campania bloccati dalla Commissione europea, 145,5 milioni di euro, restavano congelati fino a quando “il piano di gestione dei rifiuti sarà effettivamente conforme alle norme Ue”. La Commissione era stata poi sollecitata a monitorare gli sviluppi sul terreno e a utilizzare i propri poteri, avviando una nuova procedura d’infrazione contro l’Italia per non esecuzione della sentenza dell’anno scorso della Corte di giustizia, chiedendo che siano comminate delle sanzioni pecuniarie per ogni giorno di inadempienza.

La Corte aveva condannato l’Italia, il 4 marzo 2010, per non aver adottato tutte le misure necessarie per evitare di mettere in pericolo la salute umana e di danneggiare l’ambiente. Quello che chiedeva la Ue era un piano credibile, gestito in modo corretto. Non sembra che questo sia avvenuto e ora l’Italia rischia di finire di nuovo davanti alla Corte di giustizia. E in caso di seconda condanna le sanzioni verrebbero applicate sulle carenze di gestione passate e future.

A riguardo è intervenuto il vice sindaco di Napoli, Tommaso Sodano: “Non mi stupiscono le notizie giunte da Bruxelles. Il piano presentato dalla Regione Campania, come abbiamo sottolineato ad agosto, prevede un eccesso di inceneritori, in contrasto con le direttive Ue. Anomalia da noi evidenziata e criticata con un dossier di 18 pagine”.

Redazione

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