Rifiuti a Napoli: tra Comune, Regione e Governo non mettere la Procura

stefano-caldoro

Il governatore della Campania, Stefano Caldoro

Napoli – Se c’era una cosa di cui si non sentiva l’urgenza nell’eterna urgenza dei rifiuti di Napoli era l’intromissione della Procura partenopea nel tavolo congiuto tra il Comune del capoluogo, la Regione e il Governo per trovare una soluzione condivisa sulla gestione delle tonnellate di spazzatura che affogano Napoli. E’ accaduto: il governatore campano, Stefano Caldoro, è stato raggiunto da un avviso di garanzia per epidemia colposa. Dicono i pm: il presidente non avrebbe approvato un decreto per far circolare l’immondizia fuori Napoli verso altre provincie e relativi siti di sversamento. Poco importa, poi, se le località in questione siano disposte a prenderla o meno.

Caldoro non ha mancato di far conoscere la propria opinione sulla notifica con una conferenza stampa: ‹‹Non ci sto a pagare per le colpe di 15 anni di inadempienze e responsabilità dei Comuni […]. Non ci sto a pagare per le colpe dei ricatti e del boicottaggio della camorra››, annunciando subito dopo il ritiro della Regione dal tavolo delle trattative tra enti locali ed il Governo, senza mancare di rimbrottare la Lega Nord per l’irresponsabilità che dimostra opponendosi ad un provvedimento che consenta il fluire della monnezza in tutta Italia. Cosa per cui il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, e il neosindaco Luigi de Magistris, giorni fa, avrebbero già trovato una possibile intesa, con l’intenzione – pare – del sindaco di far aprire 2 “piccole” nuove discariche in territorio partenopeo.

Dunque, in questo rinnovato caos degli ultimi giorni sarà il caso di fare il punto.

Uno. Caldoro ha ragione ad essere piccato ma ci metta una pietra sopra: quando si riveste un incarico istituzionale se ne assumono tutte le responsabilità, anche quelle lasciate in eredità da altri. Amen.

Due. L’incredibile neosindaco Gigi, quello che aveva basato la propria vittoria alle ultime amministrative sulla soluzione del problema rifiuti, ha fallito ancora prima di cominciare. Né avrebbe potuto essere diversamente, giacché il suo rimedio si riassumeva tutto in comodi slogan: “raccolta differenziata al 70%”, “compostaggio”, “nessun termovalorizzatore” e “niente discariche”. Difficile capire come il 65,37% dei napolitani abbia potuto credere a tali amenità dopo 15 anni di nullafacente assenza della premiata ditta Bassolino-Iervolino. Però così è stato, dunque, ora sarebbe opportuno che Gigi agisca. Per cominciare, potrebbe provvedere ad un piano di accordo serio con il Governo impegnandosi  – oltre che nella realizzazione delle “piccole” discariche – anche all’istallazione di almeno un termovalorizzatore che funzioni a pieno regime con quello di Acerra. I rifiuti non spariscono allo schioccar di dita, devono essere interrati o bruciati. Possibilmente in loco e garantendo la vigilanza delle strutture dalle infiltazioni criminali. Gigi faccia digerire questo ai cittadini partenopei e vedrà che la Lega del celodurismo lumbàrd accetterà – elettori permettendo – un intervento tampone, previa definizione di tempi e luoghi.

Tre. Con 1800 tonnellate di spazzatura per strada, i camion della nettezza attivi 24 h su 24 h, il caldo estivo e una seria possibilità di epidemia in città, è difficile capire l’ingerenza della Procura. E’ chiaro, ormai, che a certi magistrati partenopei sta antipatico il Governo e chi lo rappresenta, come si evince dalla buriana sulla P4: un altro pseudo-scandalo in salsa gossip e contorno di intercettazioni che finirà in un ennesimo nulla di fatto e tanta carta di giornali sprecata.

Tuttavia, visto l’impegno che le procure italiane dimostrano da anni, si augura loro prima o poi di riuscire nell’intento di affossare l’Esecutivo, sostituendo inchieste ad hoc al veto popolare nazionale, per rendere l’Italia uno Stato di Polizia con il manganello in una mano e il telefono nell’altra. Ora, però, la situazione richiede accordo e condivisione tra le diverse parti. Politiche e giudiziarie. Quest’ultime, invece che inseguire Caldoro con atti d’ufficio, potrebbero fare cosa

Il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris

più gradita nell’individuare chi appicca roghi per le strade del capoluogo; incriminare chi interrompe il pubblico servizio degli autocompattatori ed arrestare coloro che minacciano gli autisti e aggrediscono le forze dell’ordine.

E’ un fatto che chi si beneficia di questo scontro tra poteri dello Stato a tutti i livelli per la corsa – se non alla spallata – almeno al bastone tra le gambe del Governo, è la criminalità organizzata. Ad essa poco importa che la monnezza resti per strada, faccia miglia verso il nord con o senza il permesso della Lega, o si infili in qualche discarica abusiva a cielo aperto. Basta che lo scompiglio cittadino e il disaccordo istituzionale restino alti per rendere più agevoli tangenti e malaffare. La Procura di Napoli se ne deve essere dimentica. Peccato.

Chantal Cresta

Foto || andkronos.com, wikipedia.org

 

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