Rifiuti: 32 arresti per traffico illecito in Campania

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foto via: adnkronos.com

Napoli – Un’indagine avviata nel dicembre del 2011 dai Carabinieri del Noe di Caserta ha portato alla scoperta di tre differenti organizzazioni dedite al traffico di rifiuti nelle province campane di Napoli, Caserta, Benevento e Avellino. Un’inchiesta che ha portato all’emissione da parte del Gip di Napoli di una misura cautelare in carcere a carico di 32 persone e a numerosi sequestri per un valore complessivo di oltre 10 milioni di euro.

I militari dell’Arma, attraverso l’attività investigativa, hanno scoperto che in seguito a un tacito ed efficace accordo le tre bande si spartivano le attività illecite, operando ciascuna con specifiche modalità, in particolare nel napoletano, nell’avellinese e nel casertano, evitando di operare invadendo l’uno il settore territoriale dell’altro. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip di Napoli imputa agli arrestati il reato di ”associazione per delinquere finalizzata alla realizzazione di attività organizzate per il traffico di rifiuti”.

Secondo quanto riferisce il comunicato della Procura di Napoli firmato dal procuratore aggiunto Francesco Greco, il primo e più rilevante contesto di illeciti riguarda imprese che, tra Napoli e Caserta, hanno operato importando rifiuti tessili (in particolare dalla Germania) per esportarli in paesi extraeuropei senza che venissero sottoposti a effettivo recupero secondo le norme igieniche e ambientali. Un traffico su vasta scala che ha permesso alle aziende di abbattere i costi e ottenere un ingiusto profitto a danno della concorrenza.

Questi rifiuti tessili, destinati a Paesi dell’America Latina, dell’Asia e dell’Africa, erano integrati con rifiuti di altre tipologie, tra cui cibi avariati, farmaci scaduti ed escrementi. La seconda attività illecita coinvolge alcune associazioni Onlus che dietro l’esercizio di carità cristiana sono riuscite ad essere favorite nell’affidamento della raccolta di abiti usati dei Comuni con una sorta di diritto d’esclusiva. Il terzo reato riguarda gruppi di persone di diversi nuclei familiari che operavano nel settore senza alcuna autorizzazione.

Alberto Staiz

Foto homepage: www.latina24ore.it

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