Rick Perry, candidato alle primarie repubblicane, presenta il suo piano economico

Il candidato alle primarie repubblicane Rick Perry

Roma – Il candidato alle primarie del Partito repubblicano Rick Perry, governatore del Texas, ha presentato a Greenville, in South Carolina, il suo piano economico, incluso il piano tasse, uno dei punti fondamentali su cui si sfideranno i candidati.

Il programma presentato include una serie di provvedimenti conservativi sul lungo periodo tra cui una flat tax opzionale e bassa per tutti, tagli alle voci più pesanti del bilancio nazionale, una serie di tagli fiscali e la possibilità per i giovani di depositare i propri risparmi in conti pensione privati che siano al di fuori del sistema pensionistico tradizionale.

A godere maggiormente dei benefici fiscali saranno soprattutto i più ricchi e le imprese visto che l’idea è ridurre il tasso di imposta sulle società fino al 20 percento – contro l’attuale 35 percento – di eliminare le tasse sui dividenti e sulle plusvalenze e di bloccare al 20 percento le aliquote fiscali individuali.

L’idea del candidato repubblicano è che il taglio delle tasse favorirà la crescita – in stagnazione anche negli Usa – creando un ambiente economicamente più favorevole alle imprese che così potranno riacquistare un certo margine di autonomia e la possibilità di espandere le proprie attività.

Ma a una riduzione delle tasse – e lo sa anche Perry – dovrà necessariamente corrispondere una serie di pesanti tagli in vari ambiti – pena l’aggravarsi del deficit federale di bilancio – che graveranno sempre più sulle fasce più deboli della popolazione statunitense.

Nonostante le perplessità che potrebbero sorgere spontanee, ridurre il carico fiscale delle imprese – e non dei liberi

Il candidato alle primarie repubblicane Mitt Romney

cittadini benestanti, che invece non dovrebbero essere avvantaggiati con eccessivi sgravi fiscali – non è un’idea del tutto sbagliata, perché permetterebbe alle imprese di risollevarsi molto più di quanto non possa fare una politica di austerity, che invece rischia di trascinare l’economia verso una difficile stagnazione, rendendo impossibile alle imprese reinvestire con la conseguenze mancanza di flussi di denaro.

Il piano presentato da Perry sembra voler ribadire la sua leadership come candidato preferito del Partito repubblicano, visti gli scontri – a suon di interviste e dichiarazioni – delle ultime settimane col suo rivale Mitt Romney che ha presentato un piano fiscale ancor più audace di quello di Perry prevede la riduzione del tasso di imposta sulle società addirittura del 25 percento e l’innalzamento dell’età pensionabile per la riforma della Previdenza Sociale.

Il punto più importante del piano di Perry è di certo quello della flat tax, che porterebbe gli americani a dover scegliere se pagare le tasse con l’attuale sistema oppure affidarsi al 20 percento della flat tax.

Resta comunque da vedere chi la spunterà alle primarie repubblicane, la cosa certa è che le proposte avanzate da Perry implicherebbero tagli di spesa e riduzioni fiscali ben più drastici rispetto a quelli proposti da Romney, rendendo Perry agli antipodi rispetto a Barack Obama – che, ricordiamo, concorrerà nuovamente per la Casa Bianca – intenzionato a mantenere alta la tassazioni delle classi più abbienti e a cui spetta la difficile impresa della rielezione, dopo aver guidato gli Stati Uniti attraverso una crisi che lo ha reso più che mai impopolare.

Francesca Penza

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