La ricerca insorge, i retroscena delle maggiori scoperte e i “geni” senza gavetta

In Italia i migliori cervelli fuggono all'estero per portare a termine le loro ricerche, ma i meriti vogliono prenderli chi ha fatto di tutto per farli scappare

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(foto: formiche.net)

Da qualche giorno la scienza festeggia un grandissimo traguardo: la scoperta delle onde gravitazionali, la cui esistenza Albert Einstein aveva previsto 100 anni fa grazie alla teoria della relatività generale. Ma c’è un’ombra che aleggia in tutto questo idilliaco, quasi, paradisiaco, scenario: Finito l’entusiasmo, cosa resta a chi dedica la sua vita alla ricerca?

UNA VITA PRECARIA- Mentre i ricercatori europei e internazionali potranno godere dei frutti del lavoro svolto, nessuno dei fisici italiani coinvolti nel progetto avrà alcun riconoscimento, né di carriera né economico. Per poter comprendere meglio la situazione, si può dare uno sguardo veloce ai numeri della ricerca;  su 1900 persone che lavorano nelle 24 sedi sparse per l’Italia, più di 300 sono precari, hanno contratti a tempo determinato da 12 anni, e se la Corte costituzionale non stabilirà l’illegalità della reiterazione dei contratti, secondo le indicazioni date dalla Corte di giustizia europea, questo scempio andrà avanti a oltranza. Inoltre, per ogni due ricercatori che vanno in pensione se ne può assumere uno solo e la vecchia graduatoria da cui attingere scorre molto lentamente:  per questo non vengono banditi concorsi, anche a causa di un taglio del turnover ormai in vigore dal 2010. Nonostante l’eccellenza dei centri italiani, i tecnici e i ricercatori vantano il triste primato di avere i salari più bassi: i tecnici neo assunti sui 1300-1400 euro, i ricercatori sui 1500 euro, esattamente, la metà rispetto ai loro colleghi europei.

LA GRANDE SCONFITTA- Dal 2014, ben 89mila cittadini hanno lasciato l’Italia, il 22,1% dei quali – circa 19.733 – è in possesso di una laurea. Il Regno Unito sembra essere la meta più ambita, con oltre 3 mila arrivi, seguito da Germania (2.400) e Svizzera (2.346). Fuori dal podio la Francia a quota 1.594 e gli Usa con 1.384. Ogni laureato rappresenta un costo per lo Stato che investe nella sua formazione, dalle scuole elementari all’università. Secondo l’Ocse, per elementari e medie, la spesa annua ad alunno è rispettivamente di circa 7.140 e 8.035 euro. Per l’Università la spesa sale a 8.928 euro l’anno: per l’istruzione di ogni laureato vengono spesi circa 100 mila euro (con una media di quattro anni di università). Se la somma viene moltiplicata per i 12.477 “laureati in fuga”, abbiamo un totale di 1 miliardo e 250 milioni, una cifra che non verrà mai restituita all’Italia, ma della quale beneficeranno i Paesi in cui questi giovani sono andati a lavorare. Al contrario, evitare la fuga dei cervelli porterebbe nel bilancio del Paese una cifra vicina ai quattro miliardi, ai quali andrebbero aggiunti gli introiti derivanti annualmente dai 240 brevetti firmati da ricercatori italiani. A questi dati agghiaccianti va aggiunto anche il fatto che l’Italia non è un polo attrattivo per cervelli stranieri: difatti, solamente il 10% dei laureati sceglie la nostra penisola come meta per lavorare.

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(foto. tviweb.it)

L’ALTRA FACCIA DELL’ITALIA: I “GENI” COL POSTO FISSO - Tuttavia, mentre molti giovani talentuosi sono costretti ad emigrare in cerca di speranze da realizzare, esiste in Italia una tipologia di ragazzi che non ha mai assaggiato il sapore della crisi.  Ad esempio Giovanni Monti, figlio dell’ex primo ministro Mario Monti, che ad appena 20 diventava associato per gli investimenti bancari presso la Goldman Sachs, banca d’affari americana in cui il padre ricopre il ruolo di International Advisor, per poi fare carriera tra Bain & Company, Citygroup e Morgan&Stanley. Dello stesso calibro la brillante carriera di Silvia Deaglio, figlia dell’ex ministro Fornero, che a soli 24 anni ottiene un incarico presso il prestigioso, per iniziare ad insegnare medicina a 30 anni e diventare Associata all’Università di Torino a 37. Ne 2010 ha ottenuto il ruolo di capo unità di ricerca all’Hugef, finanziato a sua volta dalla Compagnia di San Paolo, all’epoca presieduta proprio da Elsa Fornero. Infine è da ricordare la carriera di Michel Martone, figlio di Antonio Martone, avvocato generale in Cassazione. Anche per il giovane Martone una carriera brillante, che lo vede esordire a soli 23 anni con un dottorato all’Università di Modena, mentre a 26 è ricercatore di ruolo in quella di Teramo. A 37 anni,  conclude la sua ascesa, diventando viceministro del governo Monti e dà degli “sfigati “ ai fuoricorso e dei bamboccioni ai laureati italiani, come biasimarlo, del resto un enfant prodige, non può capire i problemi dei “comuni mortali”!

OLTRE IL DANNO LA BEFFA- In questo scenario, quasi apocalittico, che poco lascia ben sperare, nonostante le mille promesse dei politici di turno e dei ministri, un gruppo di trenta ricercatori italiani si è distinto per l’assegnazione di un bando di oltre mezzo miliardo dell’European Research Council. Il ministro dell’istruzione Stefania Giannini esulta su Facebook per questa “vittoria italiana”:

«Un’altra ottima notizia per la ricerca italiana. Siamo al terzo posto in Europa insieme alla Francia, primi per numero di ricercatrici donne»

Ma a non approvare questo voler salire sul carro del vincitore senza averci messo nulla sono stati proprio i protagonisti di questa eccezionale impresa, in particolare una ricercatrice, Roberta D’Alessandro, che risponde a tono alle parole festanti del ministro:

«La mia borsa e quella del collega Francesco Berto sono olandesi, non italiane. L’Italia non ci ha voluto, preferendoci, nei vari concorsi, persone che nella lista degli assegnatari dei fondi Erc non compaiono, né compariranno mai»

Parole dure e piene di risentimento, quelle della dott.ssa D’Alessandro, che offrono un quadro chiaro della situazione italiana. Cercare di emergere è sempre più difficile, soprattutto se si può fare affidamento solo sulle proprie forze e sul concetto di meritocrazia, parola ormai quasi sconosciuta da queste parti

Mariateresa Scionti

 

 

 

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