Ribelli in Libia: no al cessate il fuoco se Gheddafi non ritira le truppe

Gheddafi

BENGASI - Hanno le idee chiare i ribelli libici a Bengasi e fanno sapere che non cesseranno il fuoco prima che le truppe di Muammar Gheddafi si siano ritirate e non venga garantita la libertà d’espressione.

Questa la situazione a Bengasi nelle ore immediatamente precedenti l’arrivo di una delegazione dell’Unione africana, intenzionata ad avviare finalmente un vero processo di mediazione, con risultati concreti. E’ stato il presidente sudafricano Jacob Zuma, ieri, ad annunciare che il colonnello, a Tripoli, ha accettato la Road Map consegnatagli proprio da alcuni rappresentanti dell’Unione: il piano è quello di un immediato cessate il fuoco, per garantire via libera agli aiuti e soprattutto l’avvio di un dialogo tra la capitale e Bengasi, la città dei ribelli.

Zuma ha dichiarato, a conclusione di questa prima fase della trattativa: «Abbiamo completato la nostra missione con il fratello leader, che ha accettato il percorso di pace che abbiamo proposto. Ora bisogna dare una chance a un cessate il fuoco».

Il problema pare essere ora più il fronte degli insorti che quello dei raìs. Gheddafi si era da tempo detto disponibile ad accogliere qualsiasi soluzione decisa dall’Unione africana pur di risolvere la crisi, ma la risposta dei ribelli è stata negativa: non intendono posare le armi prima di vedere la Libia libera dall’esercito filo governativo.

La delegazione guidata da Zuma, di cui fanno parte anche Amadou Toumani Tour (Mali), Mohamed Ould Abdel Aziz (Mauritania), Denis Sassou Nguesso (Congo) e Henry Oryem Okello (Uganda), si sta trasferendo a Bengasi per parlare con gli insorti, ma pochi credono  che siano disposti a trattare a queste condizioni, perchè l’unico obiettivo che vogliono perseguire è che Gheddafi se ne vada: solo dopo apriranno il tavolo della mediazione. 

Ieri, intanto, le due fazioni si sono fronteggiate nelle due città chiave della rivolta,  Misurata e Ajdabiya, dove il bilancio è di almeno 23 morti tra i ribelli e i civili.

Redazione

foto via www.bresciaoggi.it; www.corriere.it

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