“Revenant – Redivivo” – L’ultima occasione per Leonardo DiCaprio

Leonardo DiCaprio è il protagonista del nuovo film del regista del pluripremiato "Birdman", Alejandro G. Iñárritu. Riuscirà stavolta a portare a casa il fatidico Oscar?

'Revenant - Redivivo'

‘Revenant – Redivivo’

“La vendetta è nelle mani di Dio”, ripete più volte l’esploratore Hugh Glass – Leonardo DiCaprio, in quello che probabilmente sarà considerato sin d’ora come uno dei più bei film del 2016, se non il migliore. Stiamo parlando di Revenant – Redivivo, il nuovo film del premiatissimo regista messicano Alejandro G. Iñárritu, reduce dal successo dello scorso anno alla notte degli Oscar con il suo spettacolare e imprevedibile Birdman.

UNA PRODUZIONE TRAVAGLIATA – Come si può facilmente intuire dalla citazione in apertura, è la vendetta cieca e cruenta del protagonista principale il motore narrativo della nuova imponente opera del regista messicano, produzione ambiziosa e fuori da ogni standard per la quale la 20th Century Fox ha dovuto tirar fuori più di 120 milioni di dollari per portarne a termine la realizzazione. Ammutinamenti e rinunce da parte della troupe hanno scandito poi le fasi della realizzazione del film, visto che le riprese si sono protratte per mesi nelle peggiori condizioni fisiche e ambientali sia per i tecnici che per il cast, che ha dovuto affrontare neve, temperature siberiane e condizioni meteorologiche particolarmente avverse. L’opera, alla fine, ha visto la luce, ed è molto probabile che gli sforzi disumani compiuti saranno presto ricompensati da una pioggia di Oscar (Revenant è stato candidato a 12 premi, tra cui miglior film, miglior regia e miglior attore protagonista).

Alejandro G. Iñárritu e Leonardo DiCaprio sul set di 'Revenant - Redivivo'

Alejandro G. Iñárritu e Leonardo DiCaprio sul set di ‘Revenant – Redivivo’

LA STORIA – Durante una spedizione in un territorio incontaminato e sconosciuto, l’esploratore Hugh Glass (Leonardo DiCaprio) viene aggredito da un orso e abbandonato dagli altri compagni di caccia in fuga da una vendicativa tribù di Pawnee. Nonostante le ferite mortali e le poche forze rimaste in corpo, Glass riesce a non soccombere. Grazie alla sua forte determinazione e all’amore che nutre per sua moglie, nativa americana, e suo figlio, l’uomo percorrerà oltre 300 chilometri in un viaggio simile a un’odissea, attraverso il grande e selvaggio West, per scovare l’uomo che lo ha tradito, John Fitzgerald (Tom Hardy). Il suo inseguimento implacabile diventa un’epopea che sfida il tempo e le avversità, alimentata dal desiderio di tornare a casa e ottenere la meritata giustizia. 

REVENANT: DAL LIBRO AL FILM – Scritto a due mani da Iñárritu e Mark. L Smith (The Hole, Vacancy), Revenant – Redivivo è tratto dal romanzo del 2002 scritto da Michael Punke, a sua volta ispirato alla leggenda di Hugh Glass, risalente al 1823: l’uomo era uno delle migliaia di cacciatori di pellicce che con la loro attività contribuivano in modo importante all’economia statunitense. In molti, in quel periodo, si riversavano lungo fiumi sconosciuti, attraverso foreste intricate, alla ricerca di grandi profitti, spesso costretti ad affrontare le tribù dei nativi che da sempre avevano abitato quelle terre. E proprio ai nativi americani è stato dedicato Revenant dallo stesso Leonardo DiCaprio, che durante l’acceptance speech dei Golden Globe ha sottolineato l’importanza per l’America di riconoscere i propri errori e , soprattutto, la storia dei nativi.

Emmanuel Lubezki sul set di 'Revenant - Redivivo'

Emmanuel Lubezki sul set di ‘Revenant – Redivivo’

PIANI SEQUENZA E LUCE NATURALE – Se già in Birdman Iñárritu aveva sfoggiato un’incredibile maturità registica attraverso l’uso magistrale dei piani sequenza (e non solo), in Revenant tale abilità torna a palesarsi grazie anche un uso quasi ossessivo della macchina a mano (i primi 25 minuti di battaglia tra esploratori e nativi scrivono una delle scene forse più ambiziose della storia del cinema). E proprio come in Birdman la regia di Iñárritu è in Revenant fortemente concentrata sui personaggi, ne sottolinea il contrasto, lo scontro, la competizione esistenziale con la natura incontaminata, protagonista assoluta del film, celebrata da delle meravigliose riprese aeree unite alla spettacolare fotografia realizzata dal fedele Emmanuel Lubezki, che incornicia il tutto in una resa visiva a dir poco mozzafiato, realizzata senza l’ausilio di pannelli riflettenti o corpi illuminanti ma semplicemente con la pura illuminazione naturale (un’impresa da pazzi, al giorno d’oggi). Un vero e proprio tripudio di luce e immagini, una goduria per gli occhi e per gli animi degli spettatori. Difficile credere che, anche quest’anno, Lubezki possa mancare il suo appuntamento con l’Oscar.

L’ULTIMA CHANCE PER LEONARDO – Ma Revenant non è soltanto un’opera visiva di incommensurabile bellezza. È anche l’ultima chance per Leonardo DiCaprio di portare a casa la statuetta che l’Academy gli nega da anni (chi scrive ricorda ancora la crudele ingiustizia di cui l’attore fu vittima nel lontano 2005, quando Jamie Foxx gli rubò la statuetta nonostante la sua stupefacente interpretazione di Howard Hughes in The Aviator di Martin Scorsese). È ad ogni modo probabile che quest’anno la statuetta decida di scegliere la mensola dell’appartamento del povero Leo, un po’ per l’assenza di validi concorrenti che possano quest’anno strappargliela di mano, a eccezion fatta (forse) per Michael Fassbender (Steve Jobs) e il vincitore dello scorso anno Eddie Redmayne (quest’anno candidato per la sua delicatissima interpretazione in The Danish Girl). Sarà comunque una sorta di premio alla carriera, visto che la performance di DiCaprio, per quanto intensa, fisica ed emotiva, non sia all’altezza né di quella in The Aviator né tantomeno di quella in The Wolf of Wall Street. La vera sorpresa di Revenant è invece Tom Hardy che dopo Mad Max: Fury Road regala al pubblico un’interpretazione notevole nel ruolo dell’antagonista di Grass, lo spietato, materialista e senza scrupoli John Fitzgerald.

Leonardo DiCaprio in una scena del film

Leonardo DiCaprio in una scena del film

Oscar o no, una cosa è certa: Revenant è uno dei film più ambiziosi, imponenti, realistici, lirici e maestosi degli ultimi anni. Nonostante questo, però, la sua struttura narrativa rispecchia un modello classico che poco spazio lascia alla sorpresa, a differenza di un altro film che partecipa anch’esso alla lotta per la statuetta d’oro, ovvero Mad Max: Fury Road di George Miller, il quale, in virtù della sua sconvolgente prova di stravolgimento narrativo e della sua visionarietà fuori dal comune e fuori da ogni canone, dovrebbe essere premiato come film dell’anno, a prescindere da tutto il resto.

David Di Benedetti

@davidibenedetti

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