Renzi in Perù: ‘L’Italia è tornata, basta piangerci addosso’

'Dopo tre anni di recessione l'Italia torna a crescere. E' ora di tornare ad avere amor proprio':queste le dichiarazioni del premier Renzi in visita in Perù

Renzi in visita in Perù (ansa.it)

Renzi in visita in Perù (ansa.it)

Lima – «L’Italia è tornata dopo anni di polemiche, discussioni e litigi sul suo ruolo»: ha dichiarato il premier, Matteo Renzi, incontrando la comunità italiana riunitasi nell’istituto italiano di cultura del Perù.  «Dopo tre anni di recessione torniamo a crescere», ha aggiunto. Uno scenario decisamente ottimista, quello descritto dal leader de Pd, attuale presidente del Consiglio, secondo il quale al momento, non occorre far altro che «mostrare coraggio ed energia e superare la voglia di piangerci addosso». «E’ ora di tornare ad avere un senso di amor proprio», conclude Renzi.

‘L’ITALIA È UN PAESE DI CUI ANDAR FIERI’ – «L’Italia è un paese meraviglioso per il suo passato, ma non basta. Tutto lo sforzo che stiamo facendo a Roma è per il desiderio profondo di prendere questa nostra storia e darle un futuro»: così Matteo Renzi esordisce omaggiando la nostra Penisola dinanzi alla capitale peruviana. «L’Italia deve tornare ad essere vista come un faro di civiltà – prosegue il premier. Ma l’Italia sarà tornata definitivamente quando tornerà ad esercitare di nuovo il suo ruolo nel mondo». E a questo proposito Renzi riconferma l’impegno del nostro Paese sul fronte europeo e rivendicato altresì «la relazione di amicizia fortissima con le Americhe che forse negli ultimi anni andava coltivata un po’ di più». Ed è proprio in prospettiva di una più salda cooperazione internazionale che il Presidente del Consiglio annuncia ufficialmente che «i fondi torneranno a crescere, si investiranno, infatti, 120 milioni quest’anno, 240 il prossimo e 360 il terzo anno».

LA LEGGENDA DEL GRONCHI ROSA – «Stavolta non emetteremo nessun francobollo per celebrare la visita in Peru»: ironizza Renzi facendo riferimento alla proverbiale gaffe che negli anni ’60 accompagnò l’emissione del cosiddetto Gronchi rosa: il francobollo stampato da Poste Italiane in occasione della visita in America Latina dell’allora presidente della Repubblica, il democristiano Giovanni Gronchi. Invero, quella particolare iniziativa finì per scatenare le proteste ufficiali del governo peruviano dell’epoca, poiché quel francobollo riportava un errore madornale, difficilmente digeribile dal Perù. Le copie, ormai andate in stampa, delineavano, infatti, i vecchi confini del Perù, ovvero quelli precedenti alla guerra con l’Ecuador, il cui esito comportò un notevole travolgimento delle frontiere andine. La leggenda narra, però, che il disegnatore del francobollo si fosse ispirato dalle mappe di un atlante degli anni ’30, che ovviamente non riproducevano i nuovi confini. Fu così disposto l’immediato ritiro dal mercato, il che rese quel francobollo eccezionalmente raro e dunque quotatissimo.

«Ma stavolta – scherza Renzi – prometto che non emetteremo nessun francobollo». Quindi, per lo sconforto dei collezionisti: «nessun Renzi, ne’ rosa né di altri colori».

Antonietta Mente

@AntoMente

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