Renzi, questione morale urgente e opportunity

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Questione morale anche nel pd – cultivoo.com

Le chiamano opportunity quelle foto a conclusione dei grandi summit nei quali si fotografa il gruppo dei leader partecipanti. Se dovessimo oggi fare uno scatto al partito democratico vedremo volti luminosi, giovani, competitivi, progressisti; ma anche vecchie volpi, marpioni del gioco politico, imbarcati dai visi chiaroscuri e dalle storie non poco imbarazzanti. L’ultima di queste vicende  - che si presta alla polemica ma anche allo sputtanamento compulsivo – nasce e si alimenta nell’isola di Ischia con il sindaco arrestato per corruzione, riciclaggio, fatture false per lo scandalo della metanizzazione del territorio.

PD IN TILT? – Negli ultimi mesi – reggente Matteo Renzi – il partito democratico si è reso protagonista di molte situazioni quanto meno imbarazzanti: lo scandalo romano di mafia capitale, le candidature (schizofreniche) di De Luca in Campania, e di Crisafulli a sindaco di Enna, adesso lo scandalo ad Ischia per il quale interviene in queste ore Raffaele Cantone, presidente della commissione anti-corruzione, il quale ha chiesto gli atti dell’inchiesta che ha portato all’arresto del sindaco, Giosi Ferrandino. L’obiettivo è quello di fare verifiche per eventuali commissariamenti di appalti. «Abbiamo chiesto gli atti ufficialmente al procuratore della Repubblica di Napoli – ha detto Cantone – per capire se ci siano appalti che possono essere commissariati: verificheremo, prima dobbiamo leggere gli atti». Cantone ha sottolineato, inoltre la necessità di «una legge sui finanziamenti delle fondazioni» e ha proposto di estendere l’esperienza dei controlli eccezionali fatti per Expo alle grandi opere.

Le polemiche sono a dir poco roventi e giustamente non databili all’immediato recente ma la questione non è derubricabile lavandosi le mani, in questo Matteo Renzi non ha fatto i passi da rottamatore che ci si aspetterebbe, facendo chiarezza una volta per tutte e scegliendo di dare una direzione decisiva al partito della nazione per cui se è vero che l’allargamento del consenso presta il fianco sopratutto al sud ai grandi potentati e ai loro mister “preferenze” tuttavia vi è una soglia del politicall opportunity che il renzismo non può e non deve varcare. Non si può essere inflessibili con Lupi e poi flessibili con chi porta tanti voti.

La legge Severino contro la corruzione - newspedia.it

La legge Severino contro la corruzione – newspedia.it

E’ pur vero che la legge Severino consente paradossalmente la candidabilità di inquisiti e condannati e non ammette l’eleggibilità degli stessi ma il punto è squisitamente politico e vale sempre, a prescindere dalle situazioni e senza doppio-pesismo. Curioso che adesso si invoca la prudenza nella pubblicazione delle intercettazioni quando anni fa interi cd audio e faldoni transitavano indisturbati dai tribunali alle redazioni dei giornali. Le storture vengono da più parti ma qui è il caso di un repulisti serio dentro i partiti e specificatamente dentro il Pd.

RENZISMO EVOLUTION – Il segretario Renzi dovrebbe con coraggio mettere mano con coerenza in questo tabellone di gioco, chiedendo un passo indietro o le dimissioni ai chiacchierati del suo partito. Dovrebbe spiegare perché la rottamazione serve per la segreteria del partito e poi in ambito locale il partito è allo sbaraglio, confuso, disorientato e amareggiato. Oggi Antonio Polito sul corriere pungola il premier scrivendo che «il Sud è rimasto un grande buco nero della politica italiana, uno spazio vuoto non più riempito né da una idea né da una classe dirigente di peso nazionale. Non è del resto un caso se nel governo non c’è neanche un ministro meridionale, se la questione meridionale è stata ridotta all’utilizzo dei fondi Ue».

Si può utilizzare la similitudine del videogioco quando – appena vinto un livello – passi a una fase successiva e non viceversa. Il nostro paese continua a cambiare location ma i personaggi sono sempre gli stessi. Un inquietante presentismo dei problemi, soliti schemi, stessi signori grigi e armi sempre più spuntate. La corruzione continua a portare nei propri forzieri oltre 60 miliardi l’anno ma si fa pochissimo. Matteo Renzi è il nuovo anche quando si fa carico del partito a livello locale, quello che arriva alle istanze della base, sopratutto fra i militanti giovani.

Giuseppe Trapani

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