Renzi, Berlusconi. Il bacio di Giuda

Berlusconi e Sallusti

Berlusconi e Sallusti

Roma – «Renzi ha cominciato un giro d’Italia con degli interventi che portano avanti esattamente le nostre idee». Ecco la frase che sta dando ulteriore colore alle già confuse primarie per decidere il candidato premier della coalizione di centro-sinistra alle prossime elezioni. L’elogio in questione infatti non è stato detto nè da  Bersani con intenti di riappacificazione e neppure da Grillo per immettere benzina nella sua macchina populista. A pronunciare ciò, invece, è stato, alquanto incredibilmente, Silvio Berlusconi riprendendo la parola dopo il lungo silenzio estivo.

Dopo il gran rifiuto di parlare alla festa dei giovani del Pdl, c’era grande attesa per l’annunciata intervista che il direttore de Il Giornale, Alessandro Sallusti, avrebbe tenuto a bordo della crociera organizzata dal quotidiano in questione per alcuni fortunati lettori. Leggendo o vedendo l’intervista, risulta difficile affermare se le parole dell’ex premier abbiano o meno deluso le aspettative. Sulla sua candidatura il Cavaliere è stato vago alludendo solo alla necessità di una guida competente per il Paese e all’incombenza di definire una nuova leggere elettorale per poter avviare delle compiute strategie pre-elettorali. Più incisivo, anche se condito dall’arcinota ironia Berlusconiana, è risultato l’attacco a Grillo definito come un «straordinario attore comico che continua a fare quel mestiere». Tuttavia il punto saliente del discorso di Berlusconi si riferisce proprio alla sua dichiarata ammirazione per il sindaco di Firenze, il quale, a detta dell’ex premier, potrebbe finalmente dar vita ad un partito socialdemocratico.

Le strumentalizzazione e le varie interpretazioni di quanto detto dal presidente del Pdl si sono susseguite sui vari media sin da subito. Avere l’approvazione di Berlusconi, in un centrosinistra che negli ultimi anni è stato quasi esclusivamente un movimento fondato sull’anti-Berlusconismo, significa essere in qualche modo vicino al nemico numero uno. Già in passato Renzi aveva destato polemiche per una visita ad Arcore (nella residenza privata, e non pubblica, di Berlusconi) finalizzata a risolvere alcune questioni inerenti la città di Firenze. A ciò si aggiunge l’appello del primo cittadini fiorentino ai delusi del Pdl. Assume dunque vigore il coro già esistente di voci che associano Renzi a Berlusconi per via del rilevante peso del marketing politico oltreché per l’ideologia apparentemente lontana da quella della sinistra tradizionale. Ma questo non è il solo modo di leggere le parole emerse dall’intervista del quotidiano di Sallusti.

Matteo Renzi

Matteo Renzi

Vi è chi infatti vede le dichiarazioni di Berlusconi come una mossa strategica volta ad indebolire Renzi, candidato in crescita nei sondaggi che potrebbe costituire una serie minaccia per i sogni di gloria dell’ex premier o di chi per lui. In effetti sarebbero ben pochi gli elettori di centrosinistra che voterebbero per un candidato giudicato in maniera così ampiamente positiva dal loro incubo Berlusconi.

Seguendo tale linea di pensiero, lo stesso Renzi ha definito strumentale l’elogio del leader Pdl annunciando la sua “rottamazione” nel caso in cui il giovane sindaco riuscisse ad andare al Governo. Anche Veltroni ha apertamente invitato a diffidare da quello che potrebbe essere il tentativo di “scacco matto” da parte di un esperto stratega politico, come è il Cavaliere.

E’ indubbio che Renzi riesca ad unire un po’ di sano populismo a qualche brillante idea politica e se ciò si somma al suo riconosciuto carisma si capisce come costui possa realmente detenere grandi aspirazioni e puntare ad un’escalation degli attualmente non elevatissimi consensi. Altrettanto inconfutabile è il fatto che Matteo Renzi rappresenti la parte più liberale del centrosinistra e che in più occasioni abbia seguito una linea non così distante da quella del Pdl. Dunque quella di Berlusconi è sana ammirazione o si tratterebbe di un “bacio di Giuda” volto ad indebolire un possibile rivale?

Forse una risposta a tale quesito la si ha leggendo il programma open source di Renzi. Chi si prepara a lottare per il riconoscimento delle unioni civili, per il rilascio della cittadinanza ai figli degli immigrati e per istituire un’Autorità atta a fronteggiare l’evasione fiscale, può rappresentare chi, invece, ha dato vita allo scudo fiscale, al permesso di soggiorno a punti e all’inserimento di uno come Giovanardi tra i propri Ministri?

Foto | gadlerner.it; sole24ore.com; spigolaturesalentine.wordpress.com

Matteo Scarano

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