Renzi apre la Fiera del Levante ma a Taranto è contestazione

Giornata pugliese per il premier Matteo Renzi, duramente contestato a Taranto per la questione Ilva

tarantoAgenti in assetto antisommossa, momenti di tensione e un centinaio di persone tra cittadini e lavoratori dell’Ilva che a Taranto hanno accolto nel peggiore dei modi il presidente del Consiglio Matteo Renzi. La giornata pugliese del premier non è partita nel migliore dei modi: dopo la visita a Peschici per un sopralluogo nei luoghi colpiti dal maltempo nei giorni scorsi, la tappa a Taranto con l’incontro con i sindacati e le istituzioni locali per discutere del nodo Ilva è stata caratterizzata da forti contestazioni.

IL NODO ILVA - Non sono servite le parole di Renzi per placare l’animo di centinaia di manifestanti: «L’Ilva è una questione prioritaria per il governo. Siamo venuti qui con i viceministri Lotti e De Vincenti per incontrare i sindaci di Taranto e Statte, i rappresentanti della Regione, di Confindustria e i sindacati dei lavoratori Ilva per confermare che l’Ilva è una questione nazionale, è una scommessa di questo governo che vuol dimostrare che si può fare impresa rispettando la salute. Non so da quanto non venisse a Taranto un presidente del Consiglio ma quando vieni alla Fiera del Levante in Puglia a parlare di futuro del Sud, non puoi non passare da Taranto, sarei stato un vigliacco. Tornerò entro Natale per seguire gli sviluppi delle tante questioni aperte».

LE PAROLE DEL PREMIER DALLA FIERA DEL LEVANTE – Il premier ha parlato anche a Bari all’inaugurazione della Fiera del Levante di quest’anno: «La politica deve tornare a fare il proprio mestiere e fare politica è la più alta forma di servizio. La Fiera del Levante si inserisce nella crisi economica che conosciamo, i dati sono devastanti. Nonostante buone politiche oggi la crisi economica è una crisi globale ma maggiormente nell’Eurozona e l’Italia non è ancora ripartita. Viviamo un problema nei rapporti con la Russia, una grave crisi geopolitica da molto tempo. La questione In Iraq e in Siria ci mette davanti a un episodio drammatico, è in corso un vero e proprio atto di genocidio verso un gruppo di persone che ha la sola colpa di professare una diversa religione. Sono venti anni che ci diciamo di cambiare il Paese ma rimandiamo sempre: dobbiamo rendere questo Paese un pochino più semplice e un pochino meno costoso, farlo tornare a essere un Paese innovatore, come l’Italia lo è stata nei secoli».

Gian Piero Bruno

@GianFou

foto: tempi.it

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