Renzi alla direzione Pd: ‘Riforme o fuori’. E scommette su Berlusconi

lettarenzi0601«Sulla legge elettorale e sugli altri temi in agenda Pd si gioca tutto. O facciamo le riforme o ci daranno tutta la colpa del fallimento». Sono queste le parole con cui Matteo Renzi ha aperto oggi la direzione nazionale del Pd

LA LEGGE ELETTORALE – Matteo Renzi ha ribadito la sua fiducia nel Partito Democratico, fiducia che deriva anche dalla grande speranza espressa dal popolo delle primarie. Ha ribadito però l’urgenza immediata della legge elettorale: «Dobbiamo portare a casa dei risultati, altrimenti andiamo di qui ai prossimi quattro mesi incontro ad una devastante campagna elettorale, con la demagogia e l’antieuropeismo di Berlusconi e di Grillo». Per il segretario il punto da cui partire è il premio di maggioranza «un sistema che consenta di governare e questo è il premio di maggioranza. Che tu lo dia al primo o al secondo turno è indifferente dal punto di vista politico».

NIENTE ‘RIMPASTINO’ – Renzi ha ribadito oggi che la sua priorità non è certo sostituire due ministri con dei renziani, «dobbiamo creare un sistema di governo che duri per i prossimi vent’anni, questo è il nostro obbiettivo» ha dichiarato il segretario. Per quanto riguarda la durata del governo ha rinnovato il proprio sostegno a Letta, sottolineando però che non può e non deve essere un appoggio scontato. «Possiamo dire che se il governo fa bene si merita il nostro applauso e che se va male le nostre critiche? Far notare gli errori per rimediare non è cercare di fare le scarpe al premier. Chi fa notare gli errori è qualcuno che ti vuole bene».

LA POLEMICA CON FORZA ITALIA E IL JOBS ACT – Per Matteo Renzi è «stravagante» che si trovi assurdo un tipo di contatto con le minoranze (il “famoso” incontro con Berlusconi), parlare con tutti è alla base del sistema democratico ma il segretario si dice anche non intenzionato a tollerare ricatti da parte di alcuno: «penso sia da respingere il ricatto di chi dice legge elettorale sì, ma solo se si va a votare a maggio». Del resto il segretario, per molti, avrebbe in mente uno scambio con il Cavaliere, una scommessa: la riforma elettorale sul modello spagnolo (che accontenterebbe tutti e due) e l’abolizione del Senato. Renzi ha infatti bisogno dei voti di Silvio Berlusconi per far si che venga superato il bicameralismo perfetto con i due terzi, evitando il referendum e tornando così alle urne nel 2015. Il segretario ha toccato anche i temi del lavoro, a tal proposito Pippo Civati ha chiesto un testo di riferimento: «Matteo dacci un testo per favore. Io su alcune cose sono molto d’accordo. Su altre proprio no. Vorrei solo che avessimo un testo di riferimento quanto prima, per discuterne tutti quanti». È intervenuto anche Cuperlo proponendo l’ipotesi di un governo Letta bis, auspicando quindi non un rimpasto ma un nuovo inizio.

Serena Prati
@Se_Prati 

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