Renoir in mostra alla GAM di Torino

21._RENOIR_Grand_nu_20130920104036.__412_0Torino – Il capoluogo piemontese ospita, dal 23 ottobre, una rassegna dedicata a Pierre Auguste Renoir. Massimo esponente, insieme a Monet, Manet, Degas e Cézanne, dell’Impressionismo francese, Renoir si distinse dalla visione paesaggistica degli altri maestri per dedicarsi alle figure umane. Con la maturazione tralasciò la pratica en plein air per dedicarsi alla cura e alla trasposizione di situazioni intimistiche, prediligendo il ritratto del nudo femminile. Il suo stile inconfondibile, caldo e luminoso, gli permise di eseguire un’innumerevole collezione che conta oltre mille dipinti, divenendo così uno dei maggiori artisti riconosciuti a livello mondiale. La GAM di Torino espone un’accurata selezione di dipinti che documentano tutta l’attività di Renoir, partendo dagli esordi fino alla conclusione di carriera, dove l’esperienza impressionista era giunta ormai al termine.

I capolavori provengono dal Musée d’Orsay, proprietario della più vasta collezione di opere di paesaggio dell’impressionista, e dal Musée de l’Orangerie. Tra questi, a testimonianza dell’attenzione per la figura umana, spiccano il Ritratto di William Sisley e il Ritratto di Bazille, commissionati a Renoir dagli amici impressionisti per aiutarlo a superare la crisi economica in cui versava. Esposto anche il Ritratto di Claude Monet, olio su tela realizzato nel 1875 e protagonista della seconda mostra degli Impressionisti del 1876. Il dipinto colpisce per la forte contrapposizione di colore e luminosità; la cupezza dell’abito e del cappello sono contrastati dalla luce catturata dal viso dell’amico. Particolare affettuoso e curioso sta nell’oleandro che cinge la testa di Monet, quasi a volerlo delicatamente incoronare. Opera particolarmente apprezzata nell’anno dell’esposizione tanto da spingere lo scrittore Emile Zola a descriverlo come un lavoro «degno di Rembrandt ed è illuminato dalla brillante luce di Velázquez ».

Numerosi sono poi gli esposti di ritratti femminili, vera passione del pittore. Tra questi spiccano indubbiamente Madame Georges Charpentier, Femme au jabot blanc, Giovane donna seduta ed il celebre La liseuse. L’ultimo dipinto citato ritrae Marguerite Legrand, modella preferita di Renoir, immortalata durante la lettura di un libro. L’espressione colta esprime la grazia e la delicatezza femminile coadiuvata, ancora una volta, dal riflesso candido della luce. Imponente anche il ritratto di Madame Darras, noto anche come The Horsewoman, che riprende il mezzo busto della donna in costume da amazzone. Anche qui lo stile è basato sulla contrapposizione di colore, specularmente a quanto già visto con il Ritratto di Claude Monet.

Sono dieci invece le opere dedicate all’en plein air e alla collezione paesaggistica di Renoir, ricoprendo un ampio arco cronologico che comprende anche il viaggio ad Algeri del 1881. Dedicate all’esperienza africana solo le tele Paesaggio algerino, La moschea e Campo di banani. La moschea, la più ricca delle tre, raffigura i movimenti di una festa, gremita di personaggi circondanti cinque musicisti. Particolare attenzione è dedicata ai costumi e alla vegetazione del posto, volta a mostrare un mondo diverso e lontano da quello vissuto quotidianamente dal pittore. Gli altri lavori, Chiatte sulla Senna, Il Pero d’Inghilterra, La Senna ad Argenteuil, Il sentiero nell’erba alta, La Senna a ChamprosayIl ponte della ferrovia a ChatouPaesaggio a Cagnes evidenziano tutti gli elementi tipici dell’Impressionismo. Spiccano giardini, piante e fiori, i verdi e gli azzurri dell’acqua sono i colori dominanti ed è descritto, a colpi di pennellate, l’irregolarità della natura. La Senna ad Argenteuil, in particolare, è celebre per il confronto con l’omonima tela di Monet.Durante il decennio 1860-1870 Monet e Renoir erano soliti dipingere insieme all’aperto, spesso sperimentando lo stesso tema e soggetto; ed è proprio questo che accade per il dipinto in questione, ritratto da entrambi i maestri che si distinguono per un diverso uso del colore ed una sensibilità nettamente disuguale. Il fiume parigino è protagonista anche de La Senna a Champrosay, dipinta nell’autunno del 1876 presso l’abitazione della famiglia Duadet, in cui spicca il movimento perenne della vegetazione e delle acque che si fondono con il cielo, vanificando la linea d’orizzonte. Degno di particolare nota Paesaggio a Cagnes, dipinto nella tenuta in cui il pittore si ritirò per cercare sollievo ai suoi mali; sembra che, colpito da artrite reumatoide, si fece legare un pennello alla mano per continuare la sua attività. 27._RENOIR_La_balancoire_web_20130919035634.__412_0

Una particolare sezione della mostra è dedicata poi al viaggio italiano di Renoir che, avendo mostrato un particolare interesse per l’arte rinascimentale, prese spunto da maestri Raffaello e Tiziano. Di quel periodo fanno parte indubbiamente La toilette o Donna che si pettina, Nudo di donna visto di spalle, Odalisque dormant e Femme nue couchée che ricorda molto la Venere con organista di Tiziano. Presente anche la scultura bronzea Eau (La Grande Laveuse accroupie), unica opera plastica della mostra.

La conclusione della rassegna è dedicata inevitabilmente a Le bagnanti, ultimo capolavoro di Renoir, dipinto tra il 1918 e 1919. Considerato il testamento pittorico dell’artista, il quadro ritrae dei nudi en plein air. La figura ospita tra bagnanti sullo sfondo, sovrastate da due modelle in primo piano (una di queste è Andrée Hessling, prima moglie dell’artista). Si nota in questo quadro l’influenza di Tiziano e di Rubens e il paesaggio, ancora una volta Cagnes-sur-Mer, è ritratto con un occhio alla tradizione classica italica racchiudendo tutto ciò che Renoir più ammirava dell’arte nostrana. È uno dei quadri più sensuali e ricchi di Renoir, degna conclusione di una vita dedicata alla continua ricerca pittorica.

                                                                                                                                                                                                        Alessia Telesca

Foto viagamtorino.it;liceolocarno.ch

 

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