Regno Unito: le quattro condizioni di Cameron per evitare il Brexit

Il premier britannico David Cameron ha reso note le quattro condizioni utili ad evitare il Brexit. Fredda reazione da parte della Commissione Europea

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Inizia la partita tra Regno Unito e Unione Europea: Cameron presenta le quattro condizioni per evitare il brexit (foto: factmag.com)

Brexit o non Brexit? Regno Unito e Unione Europea si scrutano, cercando di capire chi dei due potrà fare la voce grossa in questa partita. Oggi la prima mossa è arrivata da Londra, con il premier Cameron che ha svelato le sue carte, avanzando le richieste che, qualora accettate, permetteranno alle parti di proseguire il percorso comune. Un accordo basato su quattro condizioni, all’interno di una trattativa che già preannuncia lunga e complicata, con il quale Londra punta a rendere «più flessibile» il rapporto con l’Unione Europea.

LE QUATTRO CONDIZIONI – In particolare, nella lettera spedita al presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk, Cameron ha auspicato una maggiore protezione dei diritti dei Paesi non facenti parte dell’Eurozona, la possibilità di rimanere esclusi da eventuali passaggi verso un’integrazione più stringente, il rafforzamento della competitività del mercato unico e la possibilità per Londra di porre limiti all’immigrazione proveniente da altri Paesi dell’Unione e ai costi sociali che ne derivano. Non è mancato un riferimento allo scioglimento del vincolo che lega Londra alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, “colpevole” di avere in più occasioni ribaltato alcune sentenze inglesi relative ai diritti umani.

LE REAZIONI DELLE ISTITUZIONI- Ma se da un lato Tusk, tramite il suo account Twitter, si è limitato ad accogliere la lettera di Cameron come il punto di partenza dei prossimi negoziati, decisamente più tiepida è stata la reazione del portavoce della Commissione Europea Margaritis Schinas. In particolare, suscita scetticismo il punto relativo all’immigrazione, che, secondo Schinas, andrebbe a ledere «le libertà fondamentali», creando i presupposto per il verificarsi di «discriminazioni tra cittadini della Ue».

Ora la palla passa ai ventisette, che, a partire dalla prossima settimana, saranno protagonisti di una serie di incontri bilaterali per valutare gli aspetti della proposta britannica. Cameron si dice ottimista, fiducioso che «insieme potremo raggiungere un accordo in ognuna di queste aree», e che in tal caso sarà il primo a guidare la campagna per mantenere il Regno Unito dentro un’Unione Europea in grado di «accrescere la prosperità e la sicurezza di tutti i suoi paesi membri».

Carlo Perigli

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