Reggio Calabria: non si trattava di attentato

L’auto sarebbe servita per un’azione di intimidazione a scopo di estorsione. Arrestato un uomo per favoreggiamento. L’allerta in Calabria resta comunque alta

di Nicola Gilardi

reggio_calabria_tribunale400x300

Attentato alla Procura di Reggio Calabria

Scongiurata l’ipotesi dell’atto intimidatorio nei confronti di Giorgio Napolitano. L’auto con armi ed esplosivi ritrovata nei pressi dell’aeroporto di Reggio Calabria, infatti, non sarebbe stato un atto di sfida della n’drangheta nei confronti dello Stato. Questo è emerso dalle indagini del comando provinciale, sotto il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia. L’auto, infatti, avrebbe dovuto essere usata per un’azione di intimidazione a scopo di estorsione.

Ad essere arrestato venerdì mattina è stato l’uomo che aveva denunciato il furto della Fiat Marea nera, Francesco Nocera, affiliato alla cosca Ficarra-Latella, con l’accusa di favoreggiamento. La macchina era stata rubata nella sua officina e gli inquirenti ritengono che sia stata, invece, prestata per un’azione criminale, che però non è avvenuta, dato che la zona era sorvegliate dalle forze dell’ordine in occasione della visita del presidente della Repubblica.

L’auto quindi è stata abbandonata frettolosamente in quel luogo, facendo pensare, erroneamente, ad una minaccia proprio nei confronti delle istituzioni. Ad avvalorare questa prima ipotesi c’era anche il precedente della bomba incendiaria lanciata nella Procura generale di Reggio Calabria del 3 gennaio scorso. La Calabria rimane comunque nell’occhio del ciclone. Dopo gli scontri di Rosarno, nei quali ci sarebbe l’ombra delle cosche, la questione delle organizzazioni criminali presenti sul territorio continua a preoccupare.
ANGELA-NAPOLI1
Angela Napoli

Angela Napoli, parlamentare del Pdl e componente della commissione antimafia sottolinea l’importanza di implementare lo sforzo: «Il ritrovamento a Reggio Calabria giovedì dell’automobile un vero arsenale bellico propone la possibilità di letture diversificate, ma sicuramente è l’immagine della potente e pericolosa dotazione con la quale la ‘ndrangheta riesce a minare la sicurezza dell’intero territorio. Per tale motivo accanto alle encomiabili attività che Governo, magistratura e forze dell’ordine calabresi stanno portando avanti, sono convinta che servirebbe l’immediato invio nella città di Reggio Calabria di un elevato numero di militari».

Con il senno di poi, il discorso del presidente della Repubblica acquista un maggiore peso: «Noi rappresentanti dello Stato non dobbiamo fare fugaci apparizioni in Calabria, ma sviluppare un impegno sistematico contro la ‘ndrangheta e per affermare la legalità» ha detto Napolitano, che è poi tornato sugli scontri con i clandestini di qualche giorno fa affermando: «A Rosarno sono accadute cose brutte, pesanti. E’ nostra responsabilità collettiva di rappresentanti dello Stato non aver saputo prevenire ciò che avremmo dovuto prevenire. Ora dobbiamo evitare che si ripeta e respingere luoghi comuni e pregiudizi che indicano la Calabria come luogo di intolleranza e di razzismo».

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews