Referendum: per Rosy Bindi siamo al 50%

Il presidente del Pd Rosy Bindi

ROMA - ”Siamo intorno al 50%. E vorrei fare un caldo invito al voto”. Si esprime così Rosy Bindi, presidente del Partito Democratico, in occasione di un’intervista a Il Fatto Quotidiano relativamente alle votazioni per il referendum di domenica 12 e lunedi 13 giugno.

Secondo la Bindi, “ce la possiamo fare a raggiungere il quorum se tutti vanno a votare. Ma c’è bisogno di un ultimo sforzo, degli indecisi dell’ultimo giorno”. “Se non si raggiunge il quorum, restano in vigore le brutte leggi – avanza il presidente – Anche se non si dovesse raggiungere il quorum, con un’affluenza così, il governo ne esce sconfitto”.

Stando al pensiero del presidente del Pd, questo sarebbe il momento giusto “per rafforzare un’onda civica”. E se qualcuno ha assegnato un preciso significato politico ai referendum, questo è stato Berlusconi perché, secondo la Bindi, “ci ha messo la faccia”.

Il presidente del Consiglio, infatti, ha dichiarato (incitando) di non volersi recare alle urne. “Non andrò a votare: è diritto dei cittadini decidere se votare o no per il referendum”. Ma è lo stesso quotidiano a far notare come tale affermazione sia, sostanzialmente, anticostituzionale, riportando l’articolo 48 della Costituzione che recita: “Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età. Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è un dovere civico“.

Redazione

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