Redditometro: conservare tutti gli scontrini e le ricevute di spese importanti

Redditometro

Arriva il redditometro (corriereinformazione.it)

Roma -  A marzo entrerà in vigore il nuovo redditometro, lo strumento ideato per combattere una delle piaghe del nostro Paese, ovvero l’evasione fiscale. I nuovi provvedimenti saranno applicabili a partire dall’anno d’imposta 2009.

Il redditometro prenderà in considerazione più di cento voci di spesa e analizzerà la situazione finanziaria delle persone fisiche. Il sistema si baserà sia su dati puntuali – come quelli che si evincono dalla dichiarazione dei redditi – che su dati riscontrabili all’anagrafe tributaria.

Ai cittadini converrà dunque iniziare sin da oggi a conservare scontrini, ricevute e tutte le documentazioni riguardanti le spese “importanti”. L’atto di acquisto della casa, la certificazione bancaria delle rate del mutuo, le spese per i figli (rette dell’asilo, rette universitarie). Costi sostenuti per trasporti e viaggi (acquisto dell’auto, pedaggi, spese di manutenzione), quelli per il tempo libero (palestra, abbonamento al teatro) e quelli per la cura della salute (visite mediche ecc.). Per almeno quattro anno sarà meglio tenere tutte queste voci sott’occhio.

Essere scrupolosi nel conservare tutte le ricevute potrebbe però non bastare a convincere il Fisco che il nostro tenore di vita corrisponde a quello che abbiamo dichiarato. Con il nuovo redditometro, che si applicherà a partire dai redditi del 2009, sulla documentazione delle spese sostenute potrà infatti prevalere una semplice media dell’Istat: una presunzione. Questo perché più che le spese analitiche contano quelle medie che risultano dall’indagine annuale sui consumi delle famiglie dell’Istat.

Per quasi la metà dei beni presi in considerazione dal nuovo strumento di accertamento, 26 su 56, funzionerà proprio così: il Fisco, in fase di prima verifica, metterà a confronto la spesa sostenuta dal contribuente, e nota all’Agenzia delle Entrate, con quella media calcolata dall’Istat per quella tipologia familiare cui appartiene il contribuente. Tra questi due valori il Fisco assumerà per buono il più alto. Dato che è inoltre previsto l’inversione dell’onere della prova a carico del contribuente, esiste il rischio che pure il più preciso pagatore d’imposte possa finire nelle mire del Fisco.

Davide Lopez
@davidelopez1986

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