Recensione – Monster Magnet: ‘Last Patrol’

last patrol copertina - allmusic.com magnet

La copertina di ‘Last Patrol’ (allmusic.com)

Costanza, impegno, passione e determinazione. Tutti aggettivi perfetti per descrivere la carriera di una band come i Monster Magnet, ormai da più di vent’anni tra i maggiori continuatori del genere stoner in tutte le sue forme. Una band che ruota fin dagli esordi attorno alla figura di Dave Wyndorf, cantante, chitarrista/bassista, mentre creativa e indiscusso leader di una formazione del quale è l’unico membro fondatore rimasto. Una carriera lunga e costante, la pubblicazione di album sempre di ottimo livello e un seguito di fan fedelissimi che hanno supportato una band che, malgrado l’indubbio valore della proposta musicale, ha sempre mantenuto la caratteristica di band di “nicchia”, almeno dalle nostre parti.

L’overdose del 2006 che ha colto il buon Dave Wyndorf sembra acqua passata, e i suoi Monster Magnet hanno proseguito il loro discorso musicale con la pubblicazione di album a scansione regolare, fino ad arrivare a questo Last Patrol, nono album in studio in uscita nei negozi il prossimo 15 ottobre, seguito del fortunato Mastermind del 2010. Un album che fin dalle prime note testimonia la qualità intatta dell’offerta musicale di Wyndorf e soci: stoner/space rock articolato e potente con venature psichedeliche e 70’s.

I Live Behind the Clouds è un inizio atpico dai toni bassi pacati conditi da un pizzico di inquietudine: una sorta di brano introduttivo prima di lasciare spazio alle distorsioni dei pezzi che seguono. La titletrack Last Patrol è incalzante fin da primi secondi: un brano di quasi 10 minuti sostenuto inizialmente da un corposo riffone che si sviluppa poi in un arrangiamento dai profondi tratti psichedelici ai confini con lo space rock, nel quale spicca il prolungato e ossessivo assolo finale.

Three Kingfishers si apre con un arpeggio dai tratti folkeggianti dal sapore arabeggiante, prima dell’entrata in gioco di pesanti accordoni distorti, vero marchio di fabbrica della band del New Jersey, coadiuvati da una seconda parte di brano molto ben riuscita con un riff dai forti tratti sabbathiani e da una coppia di assoli gustosamente 70’s. Paradise si apre con un giro mononota, sul quale si sviluppa un brano dai tratti soffusi e dalla inquietante caratteristica di mantenersi in perenne attesa di un “lancio” che invece non si presenta. La successiva Hallelujah è aperta da un accattivante riff introduttivo di stampo blues prima di un’apertura distorta e martellante.

dave wyndorf - rated-muzik.com magnet

Dave Wyndorf (rated-muzik.com)

Mindless Ones è un altro brano carico di potenza e atmosfera, prima di The Duke (of Supernature), una magistrale semi ballata dai toni inquietanti e ammiccanti. End of Time è una lunga e martellante cavalcata che sfocia in un ritornello dai toni epici e condito da una lunga chiusura trascinata forte di un lungo assolo. Stay Tuned chiude le danze con una ballata psichedelica nella quale spicca un azzeccato delicato assolo blues finale. Degne di nota anche le due bonus track contenute nell’edizione limitata: l’incalzante Strobe Light Beatdown e la semi acustica One Dead Moon.

Last Patrol è l’ennesimo ottimo disco dei Monster Magnet, una band che rappresenta una garanzia di qualità in termini di songwriting e valore della proposta musicale: corposi riff di chitarra, la voce particolare e riconoscibilissima di Dave Wyndorf, le iniezioni di psichedelia e un onnipresente carattere trascinato e incalzante che costituisce il tocco personale dei brani dei Magnet. Non siamo ai livelli di album quali Spine of God, Dopes to Infinity o Powertrip, ma poco importa: Last Patrol è un buon disco che rappresenta il carattere “sempreverde” di una band costante, intraprendente e sempre fedele a un genere del quale è tra i pionieri indiscussi.

Foto homepage: metalhammer.co.uk

Alberto Staiz

 @AlStaiz

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