Cinque buoni motivi per andare a vedere il film di Cenerentola

Una delle fiabe più note di sempre farà il suo ritorno al cinema dal 12 marzo con un nuovo adattamento firmato da Kenneth Branagh. Ecco perché non potete perderlo

Lily James è Cenerentola nel poster ufficiale del film

Lily James è Cenerentola nel poster ufficiale del film (hollywoodreporter.com)

Il 12 marzo 2015 una delle fiabe più conosciute e amate di sempre, Cenerentola, farà il suo ritorno nelle sale cinematografiche. Sessantaquattro anni dopo l’uscita del classico Disney vincitore, nel 1951, dell’Orso d’Oro al Festival di Berlino come miglior film musicale, basato sull’omonimo racconto di Charles Perrault. Lo stesso classico che permise a quegli Studios di salvarsi dal fallimento: l’incasso al box office di Cenerentola fu infatti talmente alto che permise alla Disney di finanziare tutti i lungometraggi che sarebbero stati prodotti da quel momento fino alla fine del decennio.

C’ERA UNA VOLTA IL LIVE ACTION - Dopo il discutibile Maleficent, premiato comunque al box office grazie all’incredibile affluenza di pubblico ammaliato (non a torto) dalla bellezza e dall’eleganza regale di Angelina Jolie, Cenerentola è il nuovo live action di casa Disney, ormai lanciata verso una promettente stagione di rivisitazioni “da favola”: mentre è in produzione il rifacimento de La bella e la bestia con Emma Watson protagonista, si vocifera infatti già di un’altra produzione dedicata a un altro indimenticabile classico, Il libro della giungla.

La favola di Perrault è stata riadattata per il grande schermo da Chris Weitz (sceneggiatore di About a Boy e La bussola d’oro) e diretta dall’instancabile Kenneth Branagh, che ha spesso dimostrato di possedere una notevole dimestichezza con gli adattamenti cinematografici di opere note (tra i suoi numerosi rifacimenti di drammi shakespeariani ricordiamo Molto rumore per nulla e Pene d’amor perdute, ma anche Frankenstein di Mary Shelley e il remake di Sleuth – Gli Insospettabili) e di sapersi destreggiare, forse con meno incisività, anche con i blockbusters Marvel (suo è infatti il primo film dedicato al dio del tuono Thor).

Una scena del film (fanpop.com)

Una scena del film (fanpop.com)

Nel caso non riteniate il marchio Disney e il nome Branagh delle garanzie sufficienti, ecco un elenco di cinque validi motivi per i quali non potete assolutamente perdere Cenerentola (e portare con voi al cinema figli, nipoti e pronipoti):

1. L’APPROCCIO MODERNO ALLA FIABA

Il processo, iniziato con Frozen – Il regno di ghiaccio, di ridefinizione del concetto di eroina moderna sembra ormai ben collaudato in casa Disney: dopo il girl power sprigionato in Maleficent, anche la nuova Cenerentola è un’eroina dal carattere forte e deciso (molto più della sua antesignana animata), che si ritrova a combattere contro una vita ingiusta a seguito della morte del padre. Ridotta alla servitù dalla crudele matrigna, la ragazza riuscirà però a coronare il suo sogno di una vita felice grazie alla propria forza, alla sua inestinguibile speranza, alla sua vocazione alla gentilezza… e a un piccolo tocco di magia (e di ironia). La forza e il coraggio della protagonista (interpretata da Lily James, protagonista delle ultime due stagioni di Downton Abbey) rappresentano pertanto il fil rouge narrativo della pellicola, che reinterpreta il classico degli anni Cinquanta nel rispetto della storia originale ma cavalcando alla perfezione i tempi moderni (non sfuggirà ai più attenti l’intelligente melting pot culturale del gran ballo alla corte dell’affascinante principe Kit, interpretato da Richard Madden, il Robb Stark de Il Trono di Spade).

2. LA MATRIGNA CATTIVA E LE GOFFE SORELLASTRE

Cosa succede se un premio Oscar interpreta una delle antagoniste Disney più cattive di sempre? Succede che potrebbe accadervi di parteggiare per lei e non per l’eroina della storia. Il volto della regale madre adottiva di Cenerentola è infatti quello della (come sempre) superba Cate Blanchett, che interpreta un matrigna perfettamente consapevole della propria miseria e della propria condizione di “cattiva”, ossessionata dalla volontà di favorire l’ascesa sociale delle due stupide figlie. Le due goffe, superficiali, volgari ma meravigliosamente kitsch e divertentissime sorellastre di Cenerentola sono invece interpretate da Holliday Grainger (Anastasia), vista di recente nel film Posh e nella serie Tv I Borgia, e Sophie McShera (Genoveffa), la cameriera Daisy di Downton Abbey.

La matrigna di Cenerentola (Cate Blanchett) e le sorellastre (Sophie McShera e Holliday Grainger)

La matrigna di Cenerentola (Cate Blanchett) e le sorellastre (Sophie McShera e Holliday Grainger) (comingsoon.it)

3. I COSTUMI… E LA MAGIA

Stoffe di meravigliosa fattura, colori forti e brillanti per i cattivi contro tenui colori pastello per i buoni, gli incantevoli costumi di Cenerentola sono firmati dal premio Oscar per Shakespeare in Love e The Aviator Sandy Powell: il risultato, aiutato dalla computer grafica, lascia davvero senza fiato. Senza dimenticare le scenografie da favola firmate dal mito Dante Ferretti e il cameo di Helena Bonham Carter (Sweeney Todd, Harry Potter e i doni della morte), nel ruolo della sbadata fata madrina che tramuta lucertole in valletti, topi in cavalli, oche in cocchieri e, ovviamente, zucche in carrozze dorate e orride ciabatte in meravigliose scarpe di cristallo.

4. IL RISPETTO PER l’ORIGINALE

A Branagh e Weitz va inoltre il merito di aver guardato con rispetto al classico animato del 1950: la loro trasposizione in live action si concede infatti qualche divagazione dialogica in più solo per adattare la storia alla modernità e rinforzarne l’obiettivo didascalico (rivolgendosi ovviamente al pubblico più giovane probabilmente poco avvezzo alle vecchie fiabe). Branagh unisce sapientemente e dosa equilibratamente tutti gli aspetti importanti della storia (unico difetto, forse, quello di aver rimarcato con poca incisività il conflitto tra la madrina Blanchett e la povera Cenerentola), citando addirittura alla lettera alcuni elementi della versione animata (come, ad esempio, le campane con cui le terribili donne svegliano la sventurata ogni mattina chiedendole la colazione).

5. LA MORALE

Nei burrascosi e precari tempi in cui ci troviamo immersi, avvertiamo quasi il bisogno di tornare a credere alle fiabe, necessitiamo disperatamente di modelli di tolleranza e bontà che ci ricordino il rispetto per l’altro, che ci insegnino a resistere alle difficoltà della vita con la speranza in un futuro migliore. “Sii gentile e abbi coraggio”, insegna la madre alla giovane Cenerentola sul letto di morte: una lezione che mai come oggi gli adulti hanno bisogno di ripassare e i giovani necessitano disperatamente di imparare. È per questo che Cenerentola (e il suo insegnamento con essa) è uno di quei film che centra perfettamente il bersaglio. Perché, come ogni classico Disney che si rispetti, parla davvero al cuore di tutti attraverso un linguaggio semplice e universalmente condiviso.

David Di Benedetti

@davidibenedetti

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