Recensione – Aspirante Vedovo, la commedia nera di Massimo Venier

La locandina del film

La locandina del film

Avevamo lasciato Massimo Venier due anni fa, impegnato nel primo adattamento sullo schermo di un libro di Fabio Volo. Quest’ anno lo ritroviamo invece alla guida di qualcosa di molto più ardito che, forte delle interpretazioni di Luciana Littizzetto e Fabio De Luigi, ha prodotto la commedia Aspirante Vedovo, in uscita domani, giovedì 10 ottobre, nelle nostre sale.

Il film, una commedia cinica ambientata nella Milano dei giorni nostri, racconta la storia di Alberto Nardi (Fabio De Luigi), un giovane e dinamico imprenditore, che nel corso degli anni, più che accumulare ricchezza, è riuscito solo a contabilizzare un gran numero di fallimenti. Nardi, infatti, forse ha concluso il suo vero affare solo quando ha deciso di sposare Susanna Almiraghi (Luciana Littizzetto), un’affermata e ricchissima imprenditrice del Nord che, nella quotidianità della loro unione, non fa che sottolineargli la sua inadeguatezza, mediocrità e inconcludenza. Susanna Almiraghi, d’altra parte, è una donna fredda e spietata, che, priva di scrupoli di sorta, vive contornata dalle sue sacche sociali di potere, dalle quali è al tempo stesso stimata e temuta. Nel corso di un viaggio d’affari, l’aereo sul quale viaggia Susanna subisce un’avaria e precipita. Sembrano non esserci superstiti. Per Alberto Nardi sembra iniziare una vita di liberazione e riscatto, non più all’ombra di sua moglie, dalla quale ha per altro ereditato una sterminata ricchezza. Purtroppo il sogno per lui dura poco, perché Susanna Almiraghi, che su quell’aereo non è mai salita, tornerà dopo tre giorni più agguerrita che mai. Ma quell’esperienza liberatoria ha lasciato un segno indelebile per il giovane Nardi che escogiterà un piano per liberarsi della moglie una volta per tutte ritrovandosi, a tutti gli effetti, ad essere un “aspirante vedovo”.

La trama, che ha tutti i presupposti per dar vita ad una commedia nera, è naturalmente stemperata dagli apporti artistici di Luciana Littizzetto e Fabio De Luigi, e dalle loro spalle di contorno, ovvero Alessandro Besentini, Francesco Brandi, Bebo Storti, Roberto Citran e Ninni Bruschetta. Le loro complici ma diverse ironie riescono infatti a costruire sulle orme di un plot spietato una commedia tutt’altro che truce, nella quale le rigidità di ogni personaggio sono sfruttate per essere ridicolizzate.

Alberto Sordi e Franca Valeri ne 'Il vedovo' di Dino Risi

Alberto Sordi e Franca Valeri ne ‘Il vedovo’ di Dino Risi

In Aspirante Vedovo si respirano infatti il lato comico dell’arroganza e la volgarità del potere e si plasma un ritratto deformato e paradossale della realtà, nella quale si muovono dei personaggi tra i quali non spicca né un eroe né un cattivo per eccellenza, perché nessuno di loro è completamente negativo o completamente positivo. Era proprio questa la caratteristica straordinaria e irripetibile delle commedie all’italiana che ci hanno raccontato i maestri della cinematografia nostrana e che ancora nessuno è riuscito mai ad eguagliare. Non ci riesce nemmeno Massimo Venier che, con tutta la buona volontà e i buoni presupposti narrativi, che sono evidentemente aderenti a Il Vedovo di Dino Risi, non riesce ad andare oltre la commediuccia sgarbata.

Da Dino Risi, Massimo Venier eredita e ricontestualizza una Milano in pieno sviluppo edile, oggi come negli anni ’60, una figura femminile che è effettivamente più attuale oggi che ieri e un personaggio maschile diffusissimo nella nostra epoca, colma di cialtroni incompetenti che si atteggiano a padroni del mondo. Per tutte queste ragioni, a Venier va senz’altro il riconoscimento di essere riuscito a estrapolare il senso ancora attualissimo della pellicola di Risi, ma non può andare quello di averne fatto anche solo il peggiore dei suoi più affini tradimenti.

Ma, seppur a voler del tutto dimenticare Risi e ripudiare qualsiasi paragone, a tirar le somme, non si capisce cosa, nello specifico, non funzioni nel film di Venier, perché non è la trama, non sono i suoi attori, non sono i suoi dialoghi. Molto semplicemente, forse è solo un film che non funziona, malgrado tutto. Di Aspirante Vedovo fa piacere solo il coraggio di aver saputo mettere del tutto da parte il politicamente corretto.

(Foto: comingsoon.it; repubblica.it)

  Valentina Malgieri

@V_Malgieri

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