Vi raccontiamo in anteprima ‘Il Racconto dei Racconti’ di Matteo Garrone

In sala da giovedì 14 maggio 'Il Racconto dei Racconti', il nuovo film di Matteo Garrone, con Salma Hayek e Vincent Cassel. La nostra recensione in anteprima

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«L’Italia possiede ne Lu cuntu de li cunti (Il racconto dei racconti, ndr) o Pentamerone del Basile il più antico, il più ricco e il più artistico fra tutti i libri di fiabe popolari; com’è giudizio concorde dei critici stranieri conoscitori di questa materia e, per primo, di Iacopo Grimm, colui che, insieme col fratello Guglielmo, donò alla Germania la raccolta dei Kinder und Hausmärken. Eppure l’Italia è come se non possedesse quel libro, perché, scritto in un antico e non facile dialetto, è noto solo di titolo, e quasi nessuno più lo legge». Parlava così nell’ormai lontano 1924 Benedetto Croce dell’opera di Giambattista Basile, una raccolta di cinquanta fiabe in lingua napoletana pubblicata postuma tra il 1634 e il 1636, in piena età barocca (è la più antica in Europa nel suo genere), lamentandosi della poca conoscenza che il popolo italiano ne aveva, nonostante da questa provenissero fiabe famosissime come Cenerentola, Il gatto con gli stivali e La bella addormentata nel bosco, connotate da risvolti comici e sentimentali con frequenti incursioni nell’horror, che le accomunano per altro alle versioni, più famose, di Charles Perrault, dei fratelli Grimm e di Hans Christian Andersen.

LU CUNTU DE LI CUNTI (IL RACCONTO DEI RACCONTI), DAL LIBRO AL FILM – Come qualsiasi fiaba che si rispetti, i protagonisti delle storie narrate ne Il Racconto dei Racconti sono streghe e orchi, re e principesse, draghi e animali fatati, che agiscono in un mondo popolare e realistico, ricco e straccione insieme, fisico e sanguigno: l’ambientazione delle fiabe è infatti quella della vita quotidiana di uomini e donne comuni, dentro cui, un bel giorno, piombano inaspettati la magia, il mostruoso, il miracolo. Matteo Garrone, il regista romano impostosi agli occhi della critica internazionale grazie al suo adattamento del romanzo di Roberto Saviano, Gomorra, e reduce dal successo di Reality (entrambi i film sono stati presentati a Cannes e hanno vinto il Gran Prix della Giuria), ha scelto da questa imponente opera tre fiabe, i cui eroi sono in realtà delle eroine. Le protagoniste de Il Racconto dei Racconti sono infatti tre donne, colte in tre diverse fasi della vita: una ragazzina sognatrice (Bebe Cave) che viene data in sposa a un terribile orco da un padre assente innamorato di una pulce (Toby Jones), una madre viscerale e gelosa (Salma Hayek) che non sopporta la vicinanza del figlio (Christian Lees), al suo fratello gemello nato da una serva, entrambi nati grazie a un potente sortilegio, e una vecchia ingenua (Shirley Henderson), che non riesce a rassegnarsi alla trasformazione della sorella (Stacy Martin), tornata alla giovinezza grazie a una strega e divenuta sposa di un re donnaiolo e passionale (Vincent Cassel). Le tre storie sono intrecciate tra loro grazie a un filo conduttore: una famiglia circense (il padre e la madre hanno i volti di Massimo Ceccherini e Alba Rohrwacher) che ritroviamo in tutti e tre i racconti mentre viaggia col suo carrozzone di villaggio in villaggio e di castello in castello.

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IL RACCONTO DEI RACCONTI TRA FANTASY E GROTTESCO – Guardare Il Racconto dei Racconti significa assistere a un’equilibrata sinfonia di suoni e colori e rimanere a bocca aperta: come in uno dei migliori fantasy hollywoodiani, le vicende dei protagonisti si svolgono infatti in meravigliose location incastonate tra fitti boschi e antiche rocce scavate da corsi d’acqua dai colori brillanti, su cui si ergono castelli letteralmente da favola (uno di questi è Castel del Monte), all’interno dei quali si muovono personaggi dalle sembianze a volte eleganti, a volte terrificanti, avvolti in costumi curati e di grande eleganza (firmati da Massimo Cantini Parrini). L’inconfondibile stile registico di Garrone, pacato ma attento, segue costantemente i personaggi scandagliandone le viscerali passioni e i tormentati desideri, realizzando un quadro efficacemente descrittivo, così come aveva fatto in Reality, della natura umana: se nel film precedente il desiderio morboso di partecipare al Grande Fratello portava lentamente il protagonista all’isolamento e alla pazzia, ne Il racconto dei racconti i desideri dei protagonisti conducono gli stessi, inesorabilmente, alla rovina o, nel peggiore dei casi, alla morte.

I toni grotteschi scelti dal regista descrivono perfettamente la natura dei protagonisti, egoisti e viziati, accecati ognuno da un proprio morboso desiderio e incuranti delle conseguenze delle loro azioni. Ma il destino ingrato è lì, dietro l’angolo, pronto a ricordare, a noi e ai personaggi stessi, che a ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria, e poiché l’equilibrio del mondo deve essere mantenuto, a ogni vita deve corrispondere, inevitabilmente, una morte, a ogni conquista una concessione, a ogni desiderio una perdita. I protagonisti lo imparano a loro spese, e, sul finale, sarà proprio la persona più ingenua e meno egoista (ma la più coraggiosa) a conquistare la meritata felicità.

racconto dei racconti stacey martin

Garrone riesce appieno nel suo intento di evidenziare con efficacia le contraddizioni e le voluttà dell’animo umano, utilizzando stavolta un genere che vive di regole proprie, riuscendole a piegare perfettamente secondo il proprio volere. Questo in virtù della sorprendente modernità dell’opera originale, che dimostra come le passioni, i vizi e i desideri dell’animo umano, anche i più infimi e volgari, rimangano immutati a distanza di secoli. Nonostante la versione cinematografica si abbandoni più volte a pause riflessive fatte di pure immagini a scapito dei dialoghi, che ne rallentano il ritmo complessivo, Il Racconto dei Racconti di Matteo Garrone si dimostra un esperimento di non poco pregio (per altro coraggioso, vista la scelta di girare tutta l’opera in lingua inglese), un meraviglioso affresco in stile barocco della vita umana, a metà tra fantasy e dramma, tra classicismo e innovazione.

Il film uscirà nelle sale giovedì 14 maggio, distribuito da 01 Distribution, e partecipa alla sessantottesima edizione del Festival di Cannes insieme a Youth – La giovinezza di Paolo Sorrentino e Mia madre di Nanni Moretti. Che sia arrivato, per l’Italia, il momento di ricominciare a sperare che il suo cinema torni a far scuola?

(Foto: mymovies.it; fanpage.it; lastampa.it)

David Di Benedetti
@davidibenedetti

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