Reality, la realtà ai tempi del GF

Aniello Arena

L'ergastolano Aniello Arena, protagonista del film Reality

La vita di Luciano Ciotola è semplice e lineare: il lavoro alla pescheria, qualche truffa per arrivare a fine mese e l’amore per la sua famiglia. L’unico modo per uscire un po’ dai binari imposti dalla quotidianità è dare sfogo alla sua innata simpatia, architettando ogni genere di esibizione per mettersi in mostra. Quello che sembrerebbe essere solo un momento di svago si trasforma in una possibilità di sfondare: “costretto” per amore della figlioletta a partecipare a un provino per il Grande Fratello, Luciano entra in contatto con un mondo che all’apparenza sembra anni luce lontano dalla miseria della sua vita quotidiana.

Il successo al primo provino e il successivo colloquio faranno sì che nella mente di Luciano la vita vera venga soppiantata da un’immaginaria vita futura colma di successo e di ricchezze, e l’estroso pescivendolo scivolerà sempre più nella paranoia, fino a perdere ogni contatto con la realtà.

Matteo Garrone dopo Gomorra, continua la sua opera d’indagine mostrandoci un altro aspetto della nostra realtà, un aspetto che di solito tende ad essere liquidato con superficialità e faciloneria.

Attraverso la storia di Luciano, Garrone in Reality mette in scena una società ormai priva di un vero e proprio futuro: le persone che la abitano non hanno alcuna aspirazione che non sia il soddisfacimento della propria vanità e di conseguenza sono incapaci di valori che sarebbero fondamentali per la costruzione di una vera identità, il protagonista della pellicola diventa emblema di una popolazione così disgustata dal reale da doversi rifugiare in un mondo illusorio che lusinga e mastica chiunque.

Garrone realizza una commedia dolce amara ben diversa da quanto un cinema spesso auto indulgente ci ha abituati: un boccone amaro da digerire, senza formulette rassicuranti.

Reality, un fotogramma del film di Matteo Garrone

Il cast si comporta in maniera eccellente calandosi in una mimesi perfetta della realtà rappresentata: non si ha mai l’impressione che ciò che è in scena sia inverosimile o esagerato (le uniche esagerazioni sono funzionali ai contesti mostrati dalla pellicola). A fare da contrappunto ad una serie d’immagini estremamente reali c’è la colonna sonora di Alexandre Deplat, molto dolce e a tratti delicata e fiabesca.

Garrone non dà giudizi sui suoi personaggi, sulle loro azioni e sulle loro aspirazioni ma li segue con il piglio d’un documentarista, anche se con un particolare gusto per il grottesco. Reality è un film che ci racconta, una pellicola che ci permette di guardarci e di riflettere su ciò che stiamo diventando e soprattutto su quanto si sta perdendo.

Davide Schiano di Coscia 

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