Real Madrid, Ancelotti rischia: risultati subito o esonero

Carlo Ancelotti, appena arrivato sulla panchina del Real, ma già a rischio esonero

Carlo Ancelotti, appena arrivato sulla panchina del Real, ma già a rischio esonero

Madrid – «Gli manca polso, impiega troppo tempo e troppe strategie per scelte che prima erano intrepide, e si assume la responsabilità dei cattivi risultati della squadra anche se ha una supersquadra». Con queste parole, non dette ufficialmente ma sussurrate tra i corridoi del Santiago Bernabeu, il presidente del Real Madrid Florentino Pérez ha fatto sapere ai suoi fedelissimi che la permanenza di Carlo Ancelotti sulla panchina del club della capitale spagnola è a fortissimo rischio, e che le prossime sei partite saranno decisive per stabilirne il futuro.

I risultati, dopo l’acquisizione dell’uomo da 100 milioni Gareth Bale e il rinnovo del contratto di Cristiano Ronaldo, non sono certo esaltanti, con un terzo posto in classifica nella Liga (6 vittorie, 1 pareggio e una sconfitta e 5 punti di distacco dal duo in vetta composto da Barça e Atletico, con 8 vittorie su 8 partite giocate), e un pur comprensibile primo posto nel girone B di Champions League, sebbene debba ancora tenersi la grande sfida con la Juventus, che pure nel nostro campionato non riesce a tenere il passo della Roma, divenuta quasi per magia (che fa rima con Garcia) una macchina invincibile.

Il Real, chiamato quest’oggi alle 16 a una sfida pomeridiana tutto sommato facile con il Malaga, a 9 punti, è chiaramente vorace di vittorie e risultati, i quali peraltro servono a giustificare (almeno in parte) l’enorme crescita del debito della società, che si assesterebbe sui 500 milioni di euro, e che è cresciuto in maniera esponenziale nel decennio di presidenza Pérez, mentre il Barcellona – arcinemico, politico e sportivo, del Madrid – cresceva e diveniva imbattibile andando a coltivare i talenti in casa, con costi estremamente ridotti, e risultati ben maggiori su tutti i fronti.

Pérez e Ancelotti non si amano, e questo ormai lo hanno capito quasi tutti. Frecciatine continue da ambedue le parti, con un Carletto sempre riflessivo e sornione, e un Florentino che non accetta la mediocrità, dopo aver speso tanti di quei soldi da poter coprire il mancato gettito dell’ultima rata dell’Imu. «La migliore squadra d’Europa», vanno ripetendo i gerarchi madrileni, convinti che la colpa di risultati sotto le aspettative sia solo dell’allenatore, scelto per sostituire quel José Mourinho che in tre anni ha conquistato sì tre trofei, ma solo all’interno dei confini iberici: un Campionato, una Copa del Rey e una Supercoppa. Niente Europa League, niente Champions League e men che meno Supercoppe e Mondiali per club.

Non sarà forse – senza voler prendere le difese di nessuno, ma pur sempre ricordando che lo stesso Ancelotti, con il Milan, vinse otto titoli, ovvero una Coppa Italia, uno Scudetto, una Supercoppa italiana, due Champions League, due Supercoppe europee e una Coppa del mondo – il modello Pérez ad essere sbagliato, con acquisti spettacolari sì, ma utili affatto?

Stefano Maria Meconi

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews