Re-made in Italy: l’irriverente Duchamp e i suoi ready-made alla GNAM

re-made in italy

La famosa Roue de Bicyclette del 1913, ritratta con Duchamp
-Credits by dadart.com

Roma- Re-Made in Italy è la mostra allestita, dall’8 ottobre 2013 al 9 febbraio 2014, dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna in onore di Marchel Duchamp, il rivoluzionario pittore e scultore che ha trasformato l’accezione di arte comunemente accettata nel primo novecento, per poi influenzare indelebilmente la rotta della contemporaneità.

Irriverente e ironico, l’artista dello scandalo abbraccia inizialmente la pittura cubista, ponendo successivamente le basi per lo sviluppo delle correnti dadaista e surrealista, ideando la nuova forma espressiva del ready-made attraverso una stravagante rivisitazione dell’arte concettuale.

Lo speciale evento è indetto dalla GNAM in occasione dei cinquant’anni dalla permanenza di Duchamp a Roma e del centenario della nascita di Roue de Bicyclette, discussa e rinomata opera del 1913 considerata come precorritrice del ready-made, termine coniato da Duchamp nel 1915 per identificare un oggetto comune che, estrapolato dalla sua normale funzione nella quotidianità, viene esposto senza subire alcuna modifica supplementare da parte dell’autore.

I ready-made anticipano di pochi anni l’anti-arte del dadaismo, nobilitando il banale ponendolo sotto la luce di una indifferenza visiva. Duchamp espone l’improbabilità di individuare un’unica e legittima definizione universale di opera d’arte, allontanando l’osservatore dalla pratica di ammirare l’oggetto in quanto dotato di valore estetico da lui considerato irrilevante a favore di un essenzialismo meta concettuale. Aperta al pubblico dallo scorso 8 ottobre 2013 per prolungarsi fino al 9 febbraio 2014, Re-made in Italy propone i quattordici ready-made di Duchamp donati al museo da Arturo Schwarz nel 1997, affiancati da alcune opere e documenti originali relativi al suo periodo di permanenza in Italia del 1964-65.

Duchamp ha esibito le proprie opere presso la  Galleria Schwarz di Milano nel ‘64 e poi allo Spazio Gavina di via Condotti di Roma nel ’65, conoscendo alcuni protagonisti dell’arte d’avanguardia italiana ai quali è dedicata una speciale sezione della mostra. Grazie a tale fortunato incontro, artisti del calibro di Enrico Baj, Gianfranco Baruchello, Sergio Dangelo e Luca Maria Patella sono rimasti estasiati dalla ventata innovativa di Duchamp a tal punto da restarne profondamente influenzati, condizionando i propri lavori futuri mediante una spassionata ispirazione allo spirito creativo del maestro francese. Baj e Dangelo sono tra i più autorevoli esponenti della Pittura Nucleare Italiana, una branca dell’Arte Nucleare nata dopo i tragici eventi di Hiroshima e Nagasaki, volta ad annullare ogni forma di accademismo e descrivere l’uomo nel suo contesto “atomico”, mediante l’approccio al surrealismo e all’espressionismo astratto.

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Anémic Cinéma, film di Duchamp e Man Ray
Credits by 1.bp.blogspot.com

Nella prima sala della GNAM sono esposti gli stravaganti scacchi da viaggio che Duchamp, da abile giocatore, portava sempre con sé assieme a varie fotografie d’epoca, la valigia utilizzata dall’artista per le trasferte in Italia e il dipinto Paysage à Blainville, risalente al 1902.

A seguire, spicca il “museo portatile”, Boîte En Valise che colleziona in una Louis Vuitton le miniature di settanta pezzi d’arte. La terza sala riproduce alcuni filmati di Duchamp tra cui si ammira Anémic Cinéma, film sperimentale prodotto nel 1926 in collaborazione con Man Ray, famoso fotografo surrealista delle Glass Tears, incentrato sul movimento ipnotico di una serie di dischi ottici rotanti, affiancati allo scorrere di frasi criptiche in un’atmosfera alienante.

Non mancano gli irripetibili ready-made, replicati da Duchamp per Arturo Scwharz nel 1964-65 e l’esposizione di alcune opere degli artisti italiani che hanno personalmente incontrato Duchamp negli anni sessanta. Lo scorso 13 ottobre, in occasione della Giornata Nazionale della Famiglia al Museo, la GNAM ha organizzato La Ruota e la Gabbia, un evento ricreativo ispirato alla mostra Re-made in Italy che ha esposto i lavori delle famiglie partecipanti, unitesi nell’atto di costruite, imitando Duchamp, un’opera d’arte tramite l’assemblaggio di oggetti di uso comune.

Il genio di Duchamp, a circa cinquant’anni dalla sua morte, continua a incuriosire e stupire il pubblico mondiale, lasciando ai posteri un patrimonio affascinante nella sua eccentricità, ampliando i confini dell’arte verso orizzonti misteriosi e onirici.

Per maggiori informazioni cliccare qui

Foto anteprima via news-art.it

Rachele Sorrentino

@rockeleisrock

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