Ravello Festival 2015, l’intensità travolgente di Silvia Azzoni e dell’Hamburg Ballett

Gala Internazionale di Danza al Ravello Festival 2015: Silvia Azzoni e l'Hamburg Ballett strappano applausi e regalano suggestioni

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Il corpo di ballo dell’Hamburg Ballet con il maestro Michal Bialk. Al centro, Silvia Azzoni (Francesco Guarino – Wakeupnews.eu)

Il Ravello Festival 2015 non poteva esimersi dall’appuntamento annuale con il Galà Internazionale di Danza, fortunata scelta programmatica annuale della rassegna della Fondazione Ravello, che costituisce una delle poche occasioni per ammirare in Italia – e soprattutto al Sud – vere e proprie stelle tersicoree, che altrimenti difficilmente troverebbero spazi e suggestioni adatte. Il palco a strapiombo sul mare quest’anno è stato una tentazione irresistibile per la torinese Silvia Azzoni, prima ballerina dell’Hamburg Ballett, che ha capitanato un gruppo di stelle mondiali della danza della secolare compagnia tedesca, diretta dal coreografo e danzatore americano John Neumeier. 

SILVIA AZZONI, L’EREDE DI ALESSANDRA FERRI - Silvia Azzoni è non a torto ritenuta l’erede di Alessandra Ferri per intensità interpretativa. E le due ore sul palco di villa Rufolo – una prima parte danzata sui Notturni di Chopin, una seconda di repertorio – hanno confermato la straordinaria empatia che la 42enne danzatrice piemontese è stata in grado di generare nel pubblico. Un’empatia amplificata dalla suggestiva scelta di riempire il palco con solo un pianoforte, quello del pianista polacco Michal Bialk, che ha eseguito dal vivo tutti i notturni e parte dei brani di repertorio.

Con la Azzoni sul palco si alternano l’argentina Carolina Agüero, passionale Carmen della seconda parte del Galà, e la giapponese Mayo Arii, splendida Coppelia ed interprete di leggerezza ed espressività di raro impatto scenico. Sul fronte maschile spicca l’altro italiano Silvano Ballone, con l’ucraino Alexandr Trusch e l’armeno Karean Azatyan. Un corpo di ballo d’elite mondiale, plasmato da Neumaier all’insegna della pulizia e dell’espressività. I Notturni coreografati da Neumaier deliziano per leggerezza e pulizia tecnica corale, mentre i passi a due di repertorio esaltano le ineccepibili individualità.

RAVELLO E LA DANZA, CONNUBIO FORTUNATO – Silvia Azzoni apre e chiude il secondo atto (Desir e la Dama delle Camelie, coreografati da Neumeier) in compagnia prima di Ballone e poi di Trusch, confermando – come se ce ne fosse bisogno – lo spessore tecnico ed emotivo di una delle maggiori interpreti italiane nel vasto panorama mondiale della danza. Just like that, Coppelia e la Carmen (le prime due coreografate rispettivamente da Ivanenko e Petipa) regalano alla platea suggestioni su note e passi conosciuti. Da Roma in giù, il Ravello Festival continua ad essere una delle poche isole felici che punta sistematicamente sulla danza sin dalla “prima” di quest’anno, in una lunga ed assortita rassegna estiva. Una scommessa vincente, per qualità dell’offerta e risposta del pubblico.

Francesco Guarino
@fraguarino

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