Rai, appalti e corruzione: sospesi tre dipendenti indagati

La Rai ha deciso la sospensione di tre dipendenti indagati per corruzione dalla procura di Roma. Prosegue intanto l'attività degli inquirenti impegnati nell'operazione "Backstage"

raiProsegue l’inchiesta sugli appalti tv comprati a suon di tangenti, dopo che oggi tre direttori della fotografia della Rai, indagati per corruzione dalla Procura di Roma, sono stati sospesi dall’azienda in via cautelativa dal servizio per «violazione dei doveri di imparzialità della pubblica amministrazione e violazione dei doveri d’ufficio nell’esercizio delle loro attività professionali» Lo ha riportato oggi l’agenzia di stampa Adnkronos, citando un comunicato con il quale la Rai ha tenuto a spiegare le motivazioni dell’allontanamento e il sostegno dell’azienda nei confronti dell’attività portata avanti dagli inquirenti.

IL COMUNICATO DI VIALE MAZZINI – «La Rai, parte lesa nella vicenda, sostiene con la massima trasparenza l’operato della Magistratura e delle forze di polizia giudiziaria, collaborando con le indagini in corso. Il provvedimento di sospensione dei dipendenti – ha spiegato l’azienda – è in linea con l’impegno di attuazione del piano triennale di prevenzione della corruzione approvato dal Consiglio di Amministrazione della Rai il 26 gennaio del corrente anno».

LE PERQUISIZIONI DELLA GUARDIA DI FINANZA – L’inchiesta, nella quale sono coinvolti anche gli amministratori di nove società, accusati di turbativa d’asta per aver creato un cartello di imprese capace di acquisire il monopolio delle commesse in Viale Mazzini, e che a dicembre ha visto l’arresto dell’imprenditore Davide Biancifiori, ha portato oggi il Nucleo Tributario della Guardia di Finanza ad eseguire dodici perquisizioni a Roma e provincia, a Milano e provincia, L’Aquila e nelle provincie di Brescia, Cremona e Rieti. Inoltre, secondo quanto riportato da Ansa, le Fiamme Gialle hanno inoltre eseguito un ordine di esibizione presso la Rai, relativo alla documentazione sulle gare per l’affidamento di servizi e forniture nel settore audio e luci.

IL CENTRO DELL’INDAGINE – L’inchiesta, denominata “Backstage” e condotta dal Procuratore aggiunto Paolo Ielo, ruota intorno ai 38 milioni di euro di fondi, denaro accantonato con fatture per operazioni inesistenti, e che sarebbe servito come “corrispettivo” in cambio degli appalti. La prima parte dell’indagine ha portato lo scorso dicembre all’arresto di David Biancifiori, che, secondo l’accusa, insieme con il fratello Danilo avrebbe ottenuto il monopolio dell’organizzazione di diversi eventi televisivi.

 

Carlo Perigli

 

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