Quirinale, M5S boccia Prodi. Apertura al governo in caso di voto a Rodotà

Stefano Rodotà M5S presidente della Repubblica

Stefano Rodotà (ilfoglio.it)

Sono fasi concitate quelle che precedono la quarta votazione utile all’elezione del nuovo presidente della Repubblica italiana: come da aspettative si è infatti concluso con una fumata nera il terzo scrutinio, l’ultimo che prevedeva il raggiungimento della maggioranza qualificata per la salita al Colle. A partire  da questo pomeriggio saranno infatti sufficienti 504 voti per prendere il posto di Giorgio Napolitano al Quirinale.

Cambiano i numeri e mutano anche le strategie: mentre il Partito democratico sembra ricompattarsi intorno al nome di Romano Prodi, il Movimento 5 Stelle continua a insistere e a caldeggiare la salita al Quirinale di Stefano Rodotà, che stamattina ha raccolto 250 voti. Per il momento, tuttavia, nessuno dei due canditati pare avere i numeri sufficienti per chiudere la partita già in giornata: all’ex premier, comunque in vantaggio, mancherebbero infatti almeno 8 voti alla luce della ferma opposizione del Pdl alla sua candidatura.

Tramontata definitivamente la possibilità di eleggere Franco Marini, Berlusconi e i suoi uomini non avrebbero infatti gradito la scelta di Bersani di non proseguire lungo la strada che passava attraverso la ricerca di un nome gradito a entrambe le forze politiche: per il pomeriggio si parla addirittura della possibilità di lasciare l’aula. Possibili manifestazioni di piazza in segno di protesta.

A tentare di sbloccare la situazione di stallo è però proprio il M5S che, nel pomeriggio, dovrebbe ancora una volta votare in blocco Rodotà. Se Grillo ha infatti categoricamente negato la possibilità di sostenere Prodi, Crimi e Lombardi hanno tracciato la linea del movimento in occasione dell’assemblea dei parlamentari: laddove il Pd decidesse di votare per Rodotà, i “grillini” sarebbero pronti ad appoggiare l’insediamento di un governo Bersani. «Si aprirebbero praterie per il governo»: unica condizione che venga appunto eletto Rodotà, «il presidente dei cittadini e non dei partiti».

Mara Guarino 

Foto homepage via: blog.radiopopolare.it

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