Questione di centimetri…?

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Roma – Bentornati e bentornate alla nostra rubrica ammiccante e un tantino maliziosa che vi presenta – con un po’ d’ironia e senza moralismi – i temi più scottanti, imbarazzanti, attuali e interessanti relativi al sesso, ai rapporti di coppia, alle avventure e a tutto quello che riguarda il mondo della sessualità.

Oggi parliamo di un argomento che è spesso sulla bocca di tutti, soprattutto di noi femminucce, perché da anni si discute sulla sua reale importanza. Stiamo parlando della dimensione del pene. Già immagino le faccette preoccupate dei maschietti e gli occhi delle fanciulle ridotti a due fessure perché, si sa, non c’è uomo che almeno una volta nella vita non si sia posto il problema.

Generalmente si dice che le dimensioni non contino, che a essere importante è l’uso che ogni uomo fa del proprio attrezzo: poco importa se si tratta di un cacciavite o di una mazza da carpentiere l’essenziale è che svolga bene il suo compito.

In realtà facendo un giro sul web, ma anche ascoltando qualche informale conversazione tra amiche, salta fuori che è vero, la dimensione non conta o meglio, è importante, ma non essenziale e, addirittura, del tutto irrilevante quando il rapporto si consuma all’interno di un rapporto amoroso e non è solo “una botta o via”: «Seleziono i miei partner in base alle dimensioni, infatti giro sempre con un metro da sarta in tasca, quando uno ci prova gli dico “Alt! prima devo prendere le misure dell’amico del piano di sotto!” e se sono meno di25 cm di lunghezza mi giro e me ne vado con aria seccata, ovviamente scrivo tutte le misure con nomi e cognomi su un diario che lascio a disposizione delle mie amiche durante le serate sole donne! Paura eh!? No, non ho proprio idea dei centimetri: in quei momenti passano in secondo piano e poi, se mi soddisfa sessualmente, non mi importano certo i centimetri!».

Questa brillante risposta, letta su un forum dedicato all’argomento e riportata in toto, sembra esplicare perfettamente le ragioni di chi sostiene che le misure non contino, eppure ci sono alcune donne che sostengono che a contare sia il “diametro” e non la tanto famigerata lunghezza.

Del resto c’è poi chi solleva un’obiezione legittima: «Se le dimensioni contano cosi tanto perché le donne si eccitano anche solo con un dito?».

Ed è sempre saltellando da un forum all’altro che si scopre il punto di vista dei maschietti: «Avere un pene piccolo abbatte l’autostima di noi uomini, pregiudicando il nostro essere maschi, dal rapporto di coppia allo stare bene con se stessi. La storia “importa se lo usi bene” è una cavolata, anche perché come imparo ad usarlo bene io lo impara anche uno con un pene enorme quindi il problema non si risolve. Questo è quello che posso dire dal mio parere di maschio, ma credo che anche per le signore, in fondo, sia molto più apprezzato un bel pisellone. E la sicurezza in se stessi va a farsi benedire».

C’è poi chi fornisce argomentazioni “scientifiche” a supporto della sua tesi: «Un pene più lungo del condotto vaginale crea un po’ di problemi perché l’uomo deve fare più attenzione alla corsa della penetrazione, se non vuole sbattere contro la cervice dell’utero. Lo dico per esperienza. Se una certa vagina stimolata raggiunge i 14 cm, per esempio, un pene di 15 cm che arriva a fine corsa fa solo un gran casino. Se il pene è di 20 cm, anche peggio: 6 cm devono

Un affresco pompeiano raffigurante Priapo

rimanere costantemente fuori (e allora a che servono?) e ancora occorre maggiore controllo nella corsa. Se poi consideriamo che la vagina è molto sensibile alle stimolazioni solo nei primi centimetri dall’ingresso e che il clitoride è esterno… Il mio consiglio è fare più l’amore con tutta la tranquillità che richiede senza farsi paranoie, che allontanano il piacere».

Comunque ancora una volta – come sempre quando si parla di sesso – i punti di vista sono innumerevoli, ma la cosa certa è che bisogna cercare di vivere con serenità il sesso, pena vedere drasticamente ridotto il proprio piacere di qualsiasi sesso siamo.

In effetti sarà capitato a tutte, almeno un volta, di guardare con occhio clinico la “zona pacco” per cercare di dedurre l’entità della merce nascosta da un paio di jeans o da un elegante pantalone nero, per non parlare delle occhiate di soppiatto in spiaggia: noi donne spesso siamo peggio degli uomini. Peccato che esistano però alcuni uomini con il famoso “pisello a sorpresa”: a vederli si direbbero completamente piatti, ma se sono “felici” mostrano virtù inimmaginabili che non possono che far piacere.

Ma diciamocelo fuori dai denti: sarà anche vero che le dimensioni non contano in eccesso, ma se andiamo per difetto, ci sono limiti oltre cui una donna può andare solo se dotata di una fervida immaginazione. Almeno in quel caso sarà di certo amore vero!

Lady G.odiva

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