Questa volta la Rai colpisce la Gialappa’s

Il comico Santin si ritira dal programma radiofonico “Grazie per averci scelto”, a causa dell’ultima sconsiderata azione della dirigenza statale

di Chantal Cresta

TVMILANO – Brutti tempi per Mamma Rai e tempi ben più brutti per i suoi conduttori che, pur portando ascolti e chares, si ritrovano in mezzo ad una strada.

L’ultima vittima della poco lungimirante direzione Rai è Marco Santin, meglio conosciuto dai fan come uno dei tre della Gialappa’s band che, con la co-conduttrice Nicoletta Simeone, recentemente ha lasciato la trasmissione radiofonica Grazie per averci scelto, in onda su Rai Radio2. Motivo: una malaugurata frase.

I FATTI – Poco più di una settimana fa, in diretta Rai, Santin ha commentato: “A proposito di Mondiali, la Gialappa’s band sarà in diretta su Radio Deejay con un programma dalle 13 alle 14 del pomeriggio e alla sera commenteremo le partite su Rtl”. Poche battute, dunque, pronunciate dallo show man in buona fede ma sufficienti per essere accusato dal direttore di Radio 2, Flavio Mucciante, di pubblicità “occulta” sulle reti pubbliche. Risultato? Iconduttori hanno chiuso il programma e salutato gli ascoltatori. La querelle, però, non è terminata poiché Santin rischia di essere oggetto di una possibile azione legale da parte dell’azienda.

Gli ascoltatori, privati del loro programma, non hanno fatto attendere le critiche: su Facebook non mancano i gruppi di sostenitori della trasmissione. Molti minacciano scioperi radiofonici e tutti protestano contro Mucciante denunciando la “censura” e “l’epurazione” che la dirigenza radio sta operando ai danni dell’audience. Il punto di vista  del comico, invece, è più concreto ma altrettanto amaro. Secondo Santin, i rapporti tra la Gialappa’s e Mucciante sono sempre stati tesi e il direttore non ha mia perso occasione per ostacolare il lavoro del trio. Questo sembra essere accaduto in occasione dei Mondiali, quando la Gialappa’s di Gherarducci, Taranto e Santin, appunto, avrebbe dovuto tenere uno “speciale” di commenti sportivi su Radio Rai poche settimane prima dell’avvio dei giochi. Il direttore – a dire di Santin – avrebbe impedito il programma. Simile la vicenda della cancellazione di Mai dire Sanremo che i tre comici erano in procinto di fare durante l’ultimo Festival della canzone. Dieci giorni prima dell’inizio, il loro compenso è stato tagliato del 90%. Il direttore si è limitato a liquidare la faccenda come una mera questione di budget: “Le richieste economiche della Gialappa’s non sono più compatibili con la politica di contenimento dei costi in atto alla Rai”.

LA SITUAZIONE –  Che si tratti di censura o di mobbing, resta il fatto che la trasmissione di Santin e Simeone era una delle più apprezzate e seguite dal pubblico italiano, tanto da meritare il quarto posto nella lista Audiradio. Per di più, il taglio cade in un difficile momento per i palinsesti Rai ed è la TV d’informazione a soffrire i maggiori scossoni di scelte poco meritocratiche e decisamente politicizzate. Così, se la coppia Fabio Fazio – Roberto Saviano con il loro Vieni via con me sembrano essere riusciti a strappare il nulla osta per la prossima stagione, altri programmi storici e con alti gradimenti di ascolto sono stati ridotti o eliminati senza troppi complimenti. Parla con me di Serena Dandini, pare, sia passato da quattro a tre serate per lasciare posto ad approfondimenti sui 150 anni dell’Unità d’Italia. Peggio per il programma satirico di comunicazione multimediale Glob – L’osceno del Villaggio di Enrico Bertolino, tagliato in toto. Stessa sorte per un’altra colonna della TV pubblica, Mi manda Rai 3 di Andrea Vianello sostituito, sembra, con uno show serale presentato da Pippo Baudo. E la lista continua: cancellazioni e ridimensionamenti che coinvolgono alcuni tra i programmi più seguiti. Gli stessi che offrono ancora al pubblico un motivo per pagare il canone.

Il Cavallo Rai situato in via Mazzini

Sarebbe, dunque, bene avvertire il Cda statale che una politica miope, spendacciona, poco attenta al pubblico e smaccatamente clientelare, non può che mettere la Rai nella medesima situazione nella quale si è trovata Alitalia non troppo tempo fa: sommersa di debiti e destinata al naufragio. Due condizioni che ancora pesano sulle tasche degli italiani. Il servizio pubblico è ancora in tempo per reagire.

Foto: http://www.sxc.hu; http://www.ilgiornale.it; http://www.digital-sat.it


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