Questa settimana nei negozi di dischi

Settimana notevole, questa, per quanto riguarda le nuove uscite relative al mercato discografico in territorio italiano. Tra un impegno e l’altro, possiamo lasciar cimentare le nostre membra, con passo felino, tra gli scaffali di negozi di dischi e megastore, felici di poter trovare, volendo, qualcosa a noi gradito nel reparto “novità” (nel caso riuscissimo ad uscire vivi e vegeti dal settore “offerte” centesimali del periodo). Non importa a quale caro prezzo e non importa nemmeno se, alla fine, preferiamo prendere nota per testare le proposte in rete, non avendo uno stipendio fisso che ci permetta di dare sfogo a fantasie e passioni deliberatamente.

Da mettere nel cestino reale o virtuale, innanzitutto, sono due uscite da poco trascorse (1 marzo) ma necessarie alle nostre papille uditive. Si tratta, in primo luogo, di una raccolta di inediti e b-sides degli Editors, band britannica di rock alternativo con, all’attivo tre dischi precedenti: Unedited – collector’s box, dunque, è un ottimo agglomerato di chicche per gli appassionati del quartetto di Birmingham comprendente anche diverse cover e nuove versioni. A detta del leader Tom smith, si tratta del risultato dell’esigenza della band di archiviare e avere a portata di mano un po’ tutto il repertorio completo di composizioni e interpretazioni altrui spesso fornite in sede live. Ancora qualche mese di attesa, invece, per il nuovo lavoro di inediti.

Sempre di uscita da poco trascorsa (1 marzo anche questa), è la deluxe edition di un disco epocale: John Barleycorn must die dei famosi Traffic, la storica band di Steve Winwood, all’epoca già apprezzatissimo in qualità di polistrumentista per lo Spencer Davis Group. Originariamente scritto da Winwood stesso come lavoro solista, il disco, pubblicato originariamente nel 1970, rappresenta una delle pietre miliari del folk rock progressivo, mischiando, così come altri bellissimi lavori del gruppo (si vedano Mr. Fantasy, l’omonimo Traffic o The low spark of high heeled boys) generi diversi spaziando tra rock, folk, accenni di jazz, psichedelia e progressive.

Ma veniamo ora ad una più precisa attualità. Come non segnalare, infatti, l’arrivo (finalmente) del tanto atteso nuovo lavoro di marchio R.E.M: Collapse into now. Il disco, già disponibile tramite la rete da quache settimana e acquistabile nei negozi dall’8 marzo, è stato anticipato dal singolo Uberlin e definito già, dal bassista Mike Mills, come il miglior loro album dai tempi del fortunatissimo Out of time. Registrato in 12 settimane, l’album comprende 12 brani inediti spazianti tra rock puro e ballate melodiche. La particolarità, però consiste nel constatare la presenza di cortometraggi, girati da registi famosi e non, ad accompagnare ogni singolo brano dell’album: non semplici videoclip, dunque, come Michael Stipe, leader della band, tiene a precisare, ma brevi film che permettano alla band di realizzare una propria idea di “album del ventunesimo secolo”. Secondo Stipe, infatti, la tecnologia contemporanea permette di trasformare un album di musica rock in “qualunque cosa”. Non sono da sottovalutare, però, nemmeno le collaborazioni presenti nel lavoro in uscita: Eddie Vedder, leader dei Pearl Jam, infatti, è il nome che spicca per primo nel duetto con Stipe per It happened today, brano che, assieme ai due, vede anche la presenza di Joel Gibb degli Hidden Cameras. L’estroversa voce di Peaches, poi, compare nel brano Alligator_Aviator_Autopilot_Antimatter, mentre l’amica Patti Smith si presta in Blue.

Tra le mura nostrane, inoltre, è una gioia ritrovare una delle band pià innovative dell’ultimo decennio, ovvero i Subsonica. Eden, infatti, è il titolo del loro nuovo lavoro, in uscita, anch’esso, l’8 marzo, sesto lavoro in studio per la band piemontese e giro di boa rispetto al precedente e cupissimo L’eclissi. Il lavoro, infatti, si presenta molto variegato per la capacità di Samuel, Boosta e associati di gironzolare liberamente, seppur in forma quasi concept, in esempi di maturità cantautorale, senza, però, mai disconoscere la matrice elettro-alternative che li contraddistingue dalla nascita.

Da segnalare, infine, anche il nuovo atteso lavoro degli Elbow, band di Manchester poco seguita ma già vincitrice, nel 2008, del Mercury Prize, uno dei riconoscimenti più prestigiosi della scena britannica. Il quintetto, dunque, torna sugli scaffali con Build a rocket boys (8 marzo anche questo), quinto lavoro in studio con aspettative forse meno malinconiche rispetto alle languide composizioni precedenti.

Buon ascolto.

Stefano Gallone

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Una risposta a Questa settimana nei negozi di dischi

  1. avatar
    Francesco Guarino 07/03/2011 a 19:21

    Sono curioso di ascoltare il nuovo dei Subsonica, i primi due singoli mi hanno lasciato un po’ perplesso…

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