Questa settimana nei negozi di dischi: uscite soliste per Flea e Frusciante

Prosegue il vizio (a volte a buon fine, a volte francamente evitabile) di rendersi conto di essere famosi per poi sentirsi in dovere di dimostrare la propria verve creativa anche al di fuori della propria personale e storica trincea. Di recente abbiamo dato notizia del lavoro solista di Peter Buck nell’immediato post R.E.M (ci aspettiamo, come già detto, anche un capolino di Stipe) ma tantissimi sono gli esempi che la storia sottopone al nostro sguardo in termini di escursione solitaria. Per rimanere in contesti più vicini alla nostra attualità (consigliandovi di stare ben lontani dal disco di un certo Steve Harris di provenienza Iron Maiden), male non farebbe ripescare almeno un paio di capolavori, tra i quali The golden D proveniente da un Graham Coxon (chitarrista dei Blur) in stato intermedio tra grazia e geniale follia pura, o gli interessantissimi tentativi “accordati” dell’ultimo Thurston Moore (ormai ex Sonic Youth) in semiacustico (provare Demolished thoughts per credere).

Tra i tanti (diciamo così) mostri sacri della storia del rock più recente, c’è una band che, più di altre (sempre recenti), ha sfornato progetti solisti. Oggi, dunque, è il turno di entrambi i suoi esempi più evidenti. Da una parte, dunque, arriva il lavoro solista nientemeno che di Flea, al secolo Michael Peter Balzary, ovvero eclettico bassista e fondatore dei Red Hot Chili Peppers. Già annunciato da qualche anno e disponibile in download digitale quasi per intero già a partire da questa estate, arriva, ora, anche nei negozi Helen burns, ep sostanzialmente differente (non potrebbe essere altrimenti, se no difficilmente potrebbe avere senso) dagli stilemi “pepperiani” che tutti ben conosciamo. Niente (o poche) ritmiche pulsanti sulle quattro corde, dunque, ma (tanta) sperimentazione sulla scia di sonorità dissonanti, distorte e inaspettatamente inusuali per una personalità come quella del loro diretto autore. Ineditamente facendo a meno di punti di riferimento ben precisi, dunque, il buon Flea percorre la spossante via della combustione tra basso, drum machine, sintetizzatori e, addirittura, strumenti a fiato, avvalendosi, tra l’altro, anche di importanti collaborazioni tra le quali, su tutte, quella con la “sacerdotessa” Patti Smith (che nemmeno ne manda troppe a dire nel prestare a dovere la sua voce nell’unica traccia con parti più o meno cantate). Un lavoro molto ostico e difficile, dunque, ma proprio per questo degno di considerazione.

L’altro “colpevole” di escursioni soliste, ma protetto da un passato che ha già visto tanti suoi esperimenti in solitaria, è il già rinomato John Frusciante, anche lui proveniente dai Red Hot ma da dietro alla sei corde. Pbx funicular intaglio zone è, quindi, il ben tredicesimo lavoro solista (più di quanti ne abbia sfornati con la band che lo ha reso famoso), un disco carico, ancora una volta, delle pulsioni cantautorali che non hanno mai smesso di far parte del suo personalissimo estro creativo e stilistico, simbolo di una sorta di autenticità sincera ed unica, forse, nel suo saper giostrare architetture sonore e concettuali anche molto intime e al di fuori di qualunque logica commerciale. In questo caso, poi, si aggiungono anche influssi provenienti da eventuali suoi recenti ascolti, soprattutto in termini di composizione elettronica, elementi che fanno di questo album un ulteriore passo in avanti verso un traguardo mai raggiungibile veramente ma non perché lontano, bensì perché mai definitivamente stabilito.

Per quanto riguarda, invece il nostro contesto nazionale, se le si va a cercare, contrariamente a come sostengono ancora, purtroppo, in molti, le cose belle si trovano. Eccome. Sia in ambito “underground” che, perché no, anche in territori più prossimi ad un certo mainstream (se così si può chiamare quello che intendiamo, senza rischiare troppo di confonderlo con ben altre discariche artistiche). Dall’ambito (chissà fin quando ancora, però) underground, allora, fanno il loro sempre graditissimo ritorno i Giardini di Mirò con il nuovo The rise and fall of academic drifting, ennesimo esempio di come Corrado Nuccini e soci siano tra i pochi a saper davvero offrire estasi in un certo senso raffinate a palati ben predisposti nei confronti di gusti musicali magari complessi ma sempre e comunque densi di soluzioni mai ripetitive e mai di fruizione fin troppo semplicemente diffondibile. Il tipico suono sostanzialmente post rock della band emiliana, dunque, trova qui la possibilità di consigliare a chiunque non abbia pazienza e competenza in ascolto di astenersi tranquillamente. Una saggia, rinnovata e assolutamente rispettabile miscela tra stili intermedi tra Mogwai, Tortoise o Godspeed You Black Emperor trova, allora, nuova veste sonora per tramite di una ulteriore variazione personale in termini di evidente maturità creativa (qualora ci fosse ancora bisogno di dimostrarlo). Consigliatissimo, assieme a quasi tutti i lavori precedenti.

Infine, per quanto riguarda quel “certo mainstream”, fa effettivamente piacere vedere un certo Gino Paoli permanere al fianco di Danilo Rea per portare avanti lo splendido discorso jazzistico iniziato (anche se ben vivo fin da diversi anni prima) con il notevolissimo progetto Milestones, in compagnia anche di altri grandi interpreti italiani del calibro di Enrico Rava, Roberto Gatto, Flavio Boltro e Rosario Bonaccorso. In questa sede, dopo anche un bel disco dal vivo con il medesimo ensemble, registrato e pubblicato dall’etichetta dell’Auditorium di Roma, Paoli e Rea, in Due come noi che… (anche questo edito da Parco della Musica Records), hanno optato per una continuativa condivisione artistica che, in questo caso, confluisce con una delicatissima reinterpretazione personale sulla intramontabile scia di una sempre giovane forza emotiva derivante dai soli pianoforte e voce. Potenzialmente imperdibile per i puristi, ma interessante e importante anche per chi vuole approcciarsi al significato di sentita rivisitazione artistica delle proprie stesse scritture.

Buon ascolto.

Stefano Gallone

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews