Questa settimana nei negozi di dischi

Riprende lentamente e a piccoli passi la sua attività il mercato discografico. E lo fa in maniera da non sottovalutare fino in fondo, se una delle principali uscite riguarda il ritorno sugli scaffali di una delle più note, apprezzate e (perché no) anche brave (qualità abbastanza rara universalmente, al giorno d’oggi) esponenti artistiche femminile quale, per l’appunto, è ancora Alanis Morissette. Havoc and bright lights, infatti, è il tanto atteso prodotto derivante dal ritorno in studio della cantautrice canadese a circa tre anni di distanza dal precedente Flavors of entanglement. Il disco sarà ufficialmente disponibile a partire dal prossimo 28 agosto, sarà composto da dodici brani inediti per la produzione di personalità tutt’altro che da sottovalutare quali Guy Sigworth (vecchia conoscenza della stessa Morissette ma anche padrino tardivo di icone pop commerciali, prima su tutte Madonna) e Joe Chiccarelli (che, invece, mantiene una certa reputazione anche solo per alcune collaborazioni con nientemeno che Frank Zappa). È già disponibile, invece, in rete, per un download da iTunes, il singolo radiofonico (nonché brano apripista per il disco) Guardian. Quanto a stime e giudizi, ci rimettiamo alle stesse parole della diretta autrice: «Questo album è come al solito una fotografia di quello che mi ossessiona al momento, di ciò che è rilevante per me, di quello che mi fa alzare alle quattro del mattino nei miei momenti più introspettivi. È il mio punto di vista emotivo, psicologico, sociale e filosofico attraverso le canzoni». Valuteremo.

Un lavoro discografico che, invece, dovrebbe destare un ancora maggiore motivo di interesse è The seer dei redivivi Swans, storica band post rock / wave con origini “eighties” trapiantate su scala attuale grazie alla ricostituzione datata 2009 dopo ben tredici lunghi anni di momentaneo scioglimento, ritorno notevolissimo per via della conseguente uscita discografica datata 2011, My father will guide me up a rope to the sky, che, di per sé, ci aveva già attratto attraverso una saggia riproposizione delle atmosfere cupe e distorte che, da tanti anni, ormai, sono vero e proprio marchi di fabbrica dell’agglomerato di Michael Gira e soci. The seer, dunque, anch’esso in uscita il prossimo 28 agosto, può già vantare ottime impressioni di critica generale favorite da una maggiore immediatezza sia in sede di registrazione (sembrerebbe quasi completamente in presa diretta) che, soprattutto, in termini di impatto compositivo e sonoro. La particolare cura dei suoni / rumori, nella sostanza, permette anche alle orecchie interessate di ipotizzare un eventuale ulteriore sviluppo del sound della band, così come, in definitiva, del concetto stesso di rock (sia esso alternativo o meno) in termini di evoluzione da terzo millennio. Da assaporare.

Abbassando i toni in termini di sperimentazione ma entrando, di fatto, in un contesto di (forse) maggior divertimento generale, notiamo con piacere il ritorno sulle scene dei britannici Darkness grazie al nuovo lavoro in studio Hot cakes, in arrivo sugli scaffali dei negozi entro il 20 di agosto e, anch’esso, simbolo di una reunion chissà quanto realmente voluta (seppur a lungo discussa) anche se, per forza di cose, necessaria ad una sorta di riappacificazione emotiva riguardante soprattutto il carismatico frontman Justin Hawkins, ripetutamente in balia di droghe, alcol e depressione cronica nel corso degli ultimi anni. Sta di fatto che la reunion ha avuto luogo e il nuovo disco sembra esistere davvero: si tratta, dunque, del terzo disco in studio per la band che, però, non si sa per quale assurdo motivo (soldi a parte, ovviamente) abbia scelto di fare da apertura alle date di Lady Gaga nelle tappe europeo del suo tour, dal momento che lo stesso Hawkins ha dichiarato di aver inciso, molto probabilmente, l’album più estremamente metal dai tempi della primordiale formazione della sua band. Staremo a vedere.

Infine, spolverando alcune fantasmagoriche meraviglie del passato, sempre nella giornata di questo ormai fatidico 28 agosto vedrà la luce il Dvd Live at Montreux per una efficacissima commemorazione della soave figura di Etta James, leggendaria voce soul, gospel e rhythm & blues passata a miglior vita poco tempo fa (gennaio 2012) e subito ricordata come una delle figure di maggior rilievo per l’intera storia della musica, considerazione incentivata, oltre che dallo smisurato talento esecutivo, anche dall’aver ricevuto, in carriera, ben quattro Grammy Award, diciassette Blues Music Awards e l’inserimento, nel 1993, nella Rock & Roll Hall of Fame. Resa praticamente immortale dal famoso brano At last, Etta James mantiene il suo fascino postumo anche grazie a questa riproposizione dal vivo datata 1993 presso il Montreux Jazz Festival (palcoscenico che l’ha comunque vista esibirsi più volte in carriera), occasione per assaporare definitivamente il suo indiscutibile talento anche attraverso 90 minuti di aggiuntive bonus track filmate proprio durante le esibizioni, nel corso del tempo, sotto i riflettori svizzeri.

Buon ascolto.

Stefano Gallone

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