Questa settimana nei negozi di dischi

Di nuovo, è il caso di tornare a dirlo: a volte ritornano. Della reunion dei Blur, infatti, (anche se non abbiamo mai sostanzialmente capito qualcosa in termini di effettivo scioglimento) sapevamo già abbastanza nel 2009 quando, a sei anni di distanza dall’ultimo ed interessantissimo lavoro in studio Think Tank, appariva tra le mura dei negozi di dischi Midlife: A beginner’s guide to Blur, raccoltone doppio con ambivalente riferimento: nuovo ingresso commerciale in qualità di band a tutti gli effetti (al di fuori, quindi, delle smanie solistiche, spesso anche molto interessanti, soprattutto di Damon Albarn e Graham Coxon, quest’ultimo autore di almeno un capolavoro in disparte: The golden D) e, appunto, guida all’ascolto per cercare di attirare l’attenzione anche dei meno abbienti in termini non solo di “britpop” ma anche (e, forse, soprattutto) di una certa sperimentazione musicale che ha contraddistinto la band almeno nel corso della seconda metà di carriera. È in libera circolazione radiofonica proprio in questi giorni, dunque, un nuovo brano della ormai storica band britannica, ovvero Under the westway, inedito degno di considerazione in quanto conferma (se non proprio summa) delle almeno due anime dell’agglomerato di Albarn e soci (melodia a braccetto con spunti di rumore). Resta, quindi, da capire se è prevista, in effetti, l’uscita di un nuovo album (come prevedibile, specialmente stando alle dichiarazioni di Coxon) o se questo rimane un caso a sé. Fatto sta che, proprio in queste ore, è in arrivo anche un secondo singolo radiofonico, The puritain. Quello che è certo è che si tratta, per entrambi, di composizioni stese in vista delle prossime Olimpiadi di Londra. Li attendiamo con piacere.

Esplorando, invece, un particolare ramo del rock, ci ritroviamo di fronte ad una nuova uscita (nientemeno) dei Blackmore’s night, ovvero la band di Ritchie Blackmore (ex Deep Purple) e della moglie Candice Night. Più che di una nuova uscita, in verità, si tratta di un album live, uscito sia in formato audio che in DVD. A knight in York, infatti, altro non è che la registrazione di uno spettacolo tenuto, appunto, a York lo scorso 30 settembre 2011, trasposizione qui riproposta integralmente senza alcun ritocco né bonus di sorta. La bellezza del prodotto, oltre che per la potenza emotiva del “medieval folk-rock” che contraddistingue la band ormai da circa ventidue anni, sta anche nella cornice del teatro che ospita tali sonorità, densa di quella alternanza tra luminosità ed oscurità utile e conferire allo spettatore postdatato quel necessario feeling che conviene ottenere nell’impatto con un genere comunque non così semplice e diretto.

I Blur

Rimanendo in ambito visivo, quindi in termini di uscite in DVD, converrebbe non perdere d’occhio (magari anche nella rispettiva versione in Blu-Ray) l’approdo sul mercato italiano di un’ennesima ristampa (si suppone almeno rimasterizzata) di Secret world, secondo album live (datato 1994) del genio che risponde al nome di Peter Gabriel, nonché esibizione passata alla storia per il suo elevato quoziente di spettacolarità sia in termini artistici che tecnici quali passerelle mobili, maxischermi manovrabili, videoproiezioni, palcoscenici collegati, botole ed effetti teatrali vari a iosa (basti ricordare solo l’incipit di Come talk to me con lo stesso Gabriel che riemerge sulla superficie del palcoscenico rinchiuso all’interno di una cabina telefonica. Insomma, divertimento visivo ed estasi sensoriale sono fattori garantiti ancora una volta.

Ancora per quanto riguarda le uscite in DVD, altro tassello imperdibile non può che essere la trasposizione in digitale di uno dei migliori modi di celebrare il proprio cinquantesimo anniversario. Ci stiamo riferendo, dunque, ai leggendari Rolling Stones, in particolare per quanto riguarda l’arrivo nei negozi della registrazione ufficiale dello storico concerto / jam session tenuto a Chicago nel 1981 al fianco di nientemeno che il divino bluesman Muddy Waters. Muddy Waters and Rolling Stones, dunque, risulta essere a dir poco imperdibile se a fare da traino ad una già dirompente macchia blueseggiante è proprio il padrino sia della band stessa che dell’intero genere musicale di riferimento. Ad infiammare il palcoscenico di allora e le nostre mortali spoglie adesso, dunque, sono classici rivisitati come meglio non si poteva, tra i quali Hoochie coochie man, Baby please don’t go o Mannish Boy. Imperdibile.

Buon ascolto e buona visione.

Stefano Gallone

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