Questa settimana al cinema

Si prospetta un bel weekend in cellulosa partire da domani, venerdi 4 marzo. Sulla tela degli schermi delle sale cinematografiche italiane, infatti, ci attendono (oltre ai biglietti in rincaro da record storico…poi ci si lamenta della pirateria) più o meno deliziose uscite sia nostrane che d’oltreoceano. Scorrendo la lista degli indiziati, allora, ci è possibile scorgere sia leggerezze da relax post lavoro che, soprattutto, esempi di impegno socio-intellettuale. Per quanto riguarda il primo campo, è forse il caso di Easy girl, regia di Will Gluck, con Emma Stone, Penn Bagdley, Amanda Bynes: una sorta di rivisitazione in chiave moderna ad uso liceale (al limite del blasfemo) di La lettera scarlatta, nel quale (ahimé) la giovane Olive, per zittire le insinuazioni sulla sua “prima volta” provenienti dalla bocca maldestra dei suoi coetanei, diffonde la voce di aver perso la verginità con un suo amico omosessuale. La ragazza, allora, inizia ad offrire “consulenze” a molti ragazzi desiderosi di dimostrare la propria virilità. Così facendo, Olive suscita l’invidia della sua compagna di classe Marianne. Ma la situazione, le comincia a sfuggire di mano. Una pellicola pressochè inutile, in fin dei conti. Ma se avete del tempo (e dei soldi) da perdere, riunite una combriccola di spensierati pseudoamici e ingozzatevi di pop corn liberamente.

Passando a cose serie, invece, è assolutamente da segnalare l’attesissimo ed importante Il gioiellino, il nuovo lavoro del pluripremiato Andrea Molaioli (ben 10 David di Donatello per il precedente e bellissimo La ragazza del lago). Il giovane talento capitolino si avvale, ancora una volta della prestigiosa figura dell’ottimo Toni Servillo che, al fianco di un ritrovato Remo Girone e di una quasi novella Sarah Felberbaum, contribuisce bene a trasformare in pellicola le vicende del fatidico crac Parmalat ad opera della famiglia Tanzi, seppur, ovviamente, con nomi e situazioni romanzate. La “Leda”, dunque, è una delle maggiori aziende del paese, ramificata in tutto il mondo e quotata in borsa. Nel suo continuo espandersi verso nuovi mercati e nuovi settori, il suo fondatore e padrone, Amanzio Rastelli, ha messo ai posti di comando tutti i suoi familiari: figli, nipoti e manager di fiducia (nonostante i loro studi si fermino al diploma di ragioneria). L’inadeguatezza accumulata nel gestire l’azienda, però, causa il pericolosissimo indebitarsi del gruppo. E allora giù con falsi in bilancio, vendite gonfiate, appoggio dei politici e spellatura dei risparmiatori per mano di fantasiose operazioni di “finanza creativa“. Ma l’inevitabile precipizio è a meno di un passo.

Tornando per un attimo alla poca utilità socio-culturale, è in arrivo Piranha 3d, ennesimo esperimento tridimensionale (qui in chiave simil-horror sulla scia de Lo squalo) con protagonista un branco di pesciacci preistorici affamati e pronti ad inghiottire tutto ciò che respira ricoperto di carne umana. Regia di Alexandre Aja, con Elizabeth Shue, Adam Scott, Jerry O’Connel. Stesso discorso finale di cui al primo titolo elencato.

Da notare e testare, invece, la nuova prova di Lucio Pellegrini, autore di pellicole come E allora mambo! e Figli delle stelle, attivo anche in tv con la serie La strana coppia con Luca e Paolo) Pellegrini torna dietro la macchina da presa con La vita facile, il cui folto cast prevede personalità del calibro di Pierfrancesco Favino, Stefano accorsi e Vittoria Puccini. Si tratta della storia di Mrio Tirelli, chirirgo ricco e famoso che decide, d’un tratto, di partire per l’Africa per aiutare il suo amico di una vita, Luca Manzi, il quale, non sapendo dell’arrivo di Mario, ha tirato su, già da diversi anni, un ospedale, lasciandosi anche un bel po’ di faccende passate alle spalle. Sulla scia della domanda relativa a cosa ci sia di “facile” in una vita complessa e piena di ostacoli, Mario ha per moglie Ginevra, donna da sempre conosciuta ed amata da entrambi. Tre amici e tre visioni diverse del mondo. Tre vite “facili” terribilmente complicate nel tempo: amore e tradimento, bene e male non sono quello che sembrano. Cosa accadrà quando tutti e tre si fronteggeranno di nuovo?

A chiudere il breve elenco di questa settimana sono The fighter (di David O.Russel, con Mark Wahlberg, Christian Bale e Amy Adams), vera storia di rinascita dei pugili profesisonisti Dickie e Micky, fratellastri sofferenti l’uno di manie di autodistruzione tossicodipendente, l’altro di depressivo ritiro dai ring, e la commedia Il buongiorno del mattino (di Roger Mitchell, con Rachel McAdams, Harrison Ford, Diane Keaton e un ritrovato Jeff Goldblum), narrazione delle vicende della produttrice televisiva Becky Fuller alle prese con un licenziamento e in lotta continua con una doverosa ricrescita professionale.

Buona visione.

Stefano Gallone

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