Questa settimana al cinema: After Earth e P.O.E. sorvegliati speciali

P.O.E (mymovies.it)

La locandina del film "P.O.E" (mymovies.it)

«La pellicola è stata valutata inadatta ai minori degli anni 18 in quanto contenente i seguenti elementi che disturbano il loro sistema emotivo: la costante atmosfera ansiogena; l’indistinzione tra gli strati di allucinazione e la percezione della realtà; il crudo realismo di moltissime scene; la violenza e il cannibalismo». Così si è espressa la Commissione di Revisione Cinematografica in merito all’uscita nelle sale italiane di P.O.E – Poetry of Eerie, il discusso film collettivo di estrazione underground che ben otto registi indipendenti (Domiziano Cristopharo, Giovanni Pianigiani, Bruno Di Marcello, Paolo Gaudio, Aleessandro Giordani, Paolo Fazzini, Fratelli Capasso, Edo Tagliavini) hanno realizzato raccontando a loro modo, ognuno a seconda del proprio personale punto di vista, la figura di Edgar Allan Poe rivisitandone alcuni racconti (tra cui Il gatto nero, L’uomo della folla o La sfinge).

In tutta sincerità, il divieto (se da una parte comunque invoglia ancora di più ad entrare in sala per vedere il film) appare del tutto insensato se si seguono le giustissime parole di risposta da parte dei diretti interessati che, in coro, sostengono: «”Costante atmosfera ansiogena, indistinzione tra allucinazione e realtà”, ovvero tutto ciò che ha reso grande Edgar Allan Poe. Tutte caratteristiche che hanno portato l’autore a essere oggetto di studio sin dalle scuole medie. Strano che la Commissione non lo sappia. Il crudo realismo poi, lo vediamo ogni giorno nei telegiornali, a ogni ora, mentre le scene di violenza e cannibalismo sono presenti nel film solo per alcuni istanti, e in un solo episodio. Titoli recenti come Evil Dead o Lord of Salem presentano violenza, effetti gore, nudità e sesso per tutta la durata del film, ma sono stati vietati soltanto ai minori di 14 anni. In P.O.E non vi è una sola parola volgare, né un solo nudo (femminile o maschile), cose ben presenti invece nei vari cinepanettoni e commedie italiane». Si suppone non ci sia alcun bisogno di aggiungere altro.

Ciò su cui invece bisognerebbe discutere anche un po’ a lungo (ma sempre e comunque con cognizione di causa, contrariamente a quanto impone, invece, certa critica poco consapevole del proprio stesso mestiere) è il tanto atteso e già, anch’esso, discusso sci-fi After Earth di M.Night Shyamalan (con Will Smith, Jaden Smith, Sophie Okonedo, Zoe Kravitz), ottima prova di costruzione visiva Imax seppur debole (perché nota, arcinota, vista e rivista) struttura narrativa, caratteristica che, ahinoi, apre un discorso riguardante la figura stessa di Shyamalan da noi già intrapreso, approfondito e concluso in questo articolo. Quanto alla storia narrata, l’ambientazione si situa mille anni dopo una serie di cataclismi che, di fanno, hanno reso il pianeta Terra invivibile alla razza umana che, forte di una vera e propria organizzazione di massa planetaria, si è resa protagonista di un immenso esodo sul pianeta Nova Prime. Qui, l’eroico e leggendario generale Cypher Raige fa rientro a casa e tenta di ristabilire un rapporto mai veramente costruito con suo figlio Kitai, profondo ammiratore e seguace delle gesta paterne. Per fare ciò, dunque, Cypher tiene al suo fianco Kitai in una spedizione d’esercizio che, però, subisce un discguido a causa di un guasto alla navicella spaziale che, in sostanza, ne provoca la caduta proprio sul pianeta Terra, ormai archiviato come assolutamente inabitabile per la specie umana. Essendo Cypher rimasto ferito ad una gamba ed impossibilitato a muoversi, Kitai dovrà affrontare tutte le insidie del caso per raggiungere il rottame posteriore della navicella e lanciare il segnale di allarme spaziale. Nel suo percorso, il rapporto padre –figlio subirà immancabili conseguenze. Da testare comunque, almeno per l’esperienza visiva.

After Earth (teaser-trailer.com)

La lo candina di After Earth, il nuovo atteso lavoro diNight Shyamalan (teaser-trailer.com)

Dal territorio franco – tedesco, invece, proviene l’interessante Holy motors (di Leos Carax, con Denis Lavant, Edit Scob, Eva Mendes, Kylie Minogue), innovativa rappresentazione visiva dell’intera giornata facente parte dell’esistenza di Monsieur Oscar, professionista (letteralmente) del passare da una vita all’altra (e qui le metafore, in sostanza, si sprecano), di personaggio in personaggio, scortato da una limousine bianca ad ogni appuntamento. Si tratta di un’esistenza tanto stimolante quanto distruttiva dal momento che Oscar sostiene di voler continuare a condurla trovando in essa una sostanziale bellezza generica, una condizione che, di fatto, gli impone di mantenere una certa dose di creatività interpretativa, “motore” interiore di cui l’umanità intera, effettivamente, sembra ormai completamente priva.

Per alleggerire un po’ il tutto (come lecito, sempre) convergendo sul versante commedia, Paulette (regia di Jérome Enrico, con Bernadette Lafont, Carmen Maura, Dominique Lavanant) propone le simpatiche gesta dell’omonima anziana vedova, residente alla periferia di Parigi, che, a causa di una pensione a dir poco ridicola e del suo razzismo verso il nipotino (figlio di un uomo di colore), si convince che l’unica fonte di guadagno sicuro provenga dalla vendita di sostanze stupefacenti. Dall’alto della sua venerabile età, allora, Paulette entrerà nel traffico generale e maturera, tra l’altro, uno spiccatissimo senso degli affari trasformando in nemici, naturalmente, i maggiori boss della zona. Divertitevi.

Infine, un altro film di cui abbiamo già trattato (qui) è il buon Quando meno te lo aspetti (regia di Agnès Jaoui, con Jean-Pierre Bacri, la stessa Jaoui, Agathe Bonitzer, Arthur Dupont), storia della ventiquattrenne Laura, ragazza in perenne attesa del vero principe azzurro, che ad una festa incontra Sandro, apparentemente ciò che lei considera l’uomo della sua vita. Ma il successivo incontro con Maxime le porta a chiedersi se possano mai esistere, in un certo senso, principi migliori di altri principi. D’altra parte, anche Sandro ha i suoi problemi perché il padre, Pierre, ha ritrovato Irma, rea di aver predetto, anni prima, la data della sua morte e provocato, in effetti, una totale incapacità dell’uomo a progettare il proprio futuro. Ben presto, sarà possibile scoprire che un po ‘tutti i personaggi hanno i loro effettivi e inguaribili difetti, fino a giungere ad una soluzione finale collettiva che permetterà un po’ a chiunque di vivere felice e contento.

Buona visione.

(Foto: mymovies.it / teaser-trailer.com)

Stefano Gallone

@SteGallone

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